Decreto lavoro, le reazioni positive: Squinzi, Fiom, Cisl, Rete Imprese, Ncd

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Marzo 2014 20:34 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 12:01
Decreto lavoro, le reazioni positive: Squinzi, Fiom, Cisl, Rete Imprese, Ncd

Giuliano Poletti, ministro del Lavoro del governo Renzi (LaPresse)

ROMA – Nel giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto lavoro firmato dal ministro del Welfare Giuliano Poletti, molte sono le reazioni positive al primo atto concreto del governo Renzi: Giorgio Squinzi (capo di Confindustria), Maurizio Landini della Fiom, Raffaele Bonanni e Luigi Sbarra della Cisl, la Rete Imprese, Maurizio Sacconi e il Nuovo Centrodestra.

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Partiamo da Confindustria, con Squinzi che apprezza il decreto e che spera che “non venga distorto” in Parlamento:

Il decreto del governo appena pubblicato in materia di lavoro a tempo determinato e apprendistato “l’abbiamo apprezzato: è in linea con quello che il ministro Poletti aveva annunciato”. “Il nostro giudizio è positivo e ci auguriamo che il decreto poi non venga distorto nel passaggio parlamentare”, conclude Squinzi.

Il leader della Fiom Landini è d’accordo con il rifinanziamento dei contratti di solidarietà:

“Sono ancora poche le risorse messe a disposizione per i lavoratori, però il fatto che dopo ben 10 anni che non veniva rifinanziato il contratto di solidarietà e la decontribuzione del costo del lavoro per le imprese che vi ricorrono è un punto importante”. Lo ha affermato Landini, nella sua relazione all’assemblea dei delegati Fiom. “Qualsiasi soldo pubblico che viene messo a disposizione in questa fase bisogna verificare quanti posti di lavoro difende e quanti ne crea”, conclude.

Per Bonanni della Cisl va bene la modifica sui contratti a termine

“La modifica sui contratti a termine prevista dal jobs act ci va bene, però la vera questione dei precari riguarda le false partite Iva, i co.co.pro. e i co.co.co nelle pubbliche amministrazioni e le associazioni in partecipazione”. Così Bonanni intervenuto a Padova al congresso straordinario per la nascita della Cisl Padova Rovigo. “Quella è la vera area del precariato, anzi quella è l’area della schiavitù – ha poi continuato il segretario generale della Cisl – C’è un’omertà gravissima in Italia che vuole nascondere questa realtà e fa finta che il precariato stia altrove, lì è il precariato. Ci sono molti potenti che vogliono l’omertà su questo problema”.

Per Sbarra, segretario confederale della Cisl vanno bene gli incentivi alle aziende per ridurre l’orario

“Il decreto-legge occupazione rimette in campo gli incentivi, introdotti oltre 15 anni fa, per le aziende che stipulino contratti di solidarietà, prevedendo un decreto ministeriale per selezionare i beneficiari, ma non risorse aggiuntive”. Così il segretario confederale Sbarra, commentando la norma inserita nel dl sui contratti a termine ed apprendistato. “Invece – continua Sbarra – i 15 milioni stanziati dallo stesso decreto-legge vanno a finanziare una vecchia norma, anche questa utilizzata per tempi brevissimi per mancanza di risorse, che dispone incentivi per favorire le assunzioni part-time. Come Cisl da sempre vediamo positivamente ogni incentivo per favorire le riduzioni di orario, soprattutto in fasi difficili come la attuale, sia in funzione difensiva, sia per favorire nuove assunzioni e conciliazione tra vita e lavoro. Le risorse però – prosegue – sono oggettivamente poche e chiediamo che vengano aumentate. Quello che manca è il rifinanziamento dei contratti di solidarietà per le piccole imprese, per i quali a fine febbraio erano già esauriti i 40 milioni previsti e da noi denunciati come insufficienti nella fase di approvazione dalla legge di stabilità. Si tratta proprio delle imprese più colpite dai ritardi relativi al finanziamento della cassa integrazione in deroga”. Quindi “chiediamo al Governo – conclude Sbarra – di farsi carico del finanziamento di questo importante strumento per affrontare le crisi”

L’ex ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ora con il Nuovo Centrodestra, ha scritto su Twitter che “Il decreto legge sul lavoro non si tocca. A meno che non si voglia cancellare l’articolo 18”.

Sempre da Ncd Sergio Pizzolante ha risposto alle critiche di Stefano Fassina:

“Fassina critica il dl lavoro perché è ancora legato alle politiche della Cgil che hanno ingessato il mercato occupazionale. Le imprese vanno incoraggiate ad assumere proprio grazie alla semplificazione dell’apprendistato e dei contratti a termine, ribaltando l’ottica della Fornero”. Dichiara Pizzolante, vicecapogruppo Ncd alla Camera e capogruppo in Commissione Lavoro. “Grazie al Nuovo Centrodestra è possibile fare un passo in avanti nel mercato del lavoro. Per noi si potrebbe essere ancora più coraggiosi e detassare il lavoro produttivo per aumentare i salari”.

Per la Rete Imprese, il decreto Lavoro va nella giusta direzione:

“Misure da tempo attese, che vanno nella direzione più volte indicata da Rete Imprese Italia. I provvedimenti di semplificazione e sburocratizzazione delle procedure favoriranno certamente l’accesso al mondo del lavoro e saranno strumenti utili per far ripartire l’occupazione, in particolar modo quella dei giovani”. Così le cinque associazioni che compongono Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) commentano l’entrata in vigore del Decreto legge sul lavoro, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. “I contratti a termine e quelli di apprendistato sono stati finalmente liberati da vincoli e anacronistici orpelli amministrativi: la semplificazione delle procedure è la strada giusta da percorrere per sbloccare le nuove assunzioni. In particolare, apprezziamo l’elevazione da 12 a 36 mesi della durata del rapporto a tempo determinato acausale, che pone finalmente fine ad una delle principali fonti di contenzioso per le imprese. Riteniamo utile che il decreto, nel fissare al 20% il limite massimo per l’utilizzo dell’istituto del tempo determinato, abbia salvaguardato l’autonomia dei ccnl a disporre misure diverse prevedendo comunque la possibilità per le imprese fino a 5 dipendenti di stipulare comunque un contratto. Accogliamo con favore anche la possibilità di proroga fino ad 8 volte entro il limite dei tre anni nell’ambito della stessa attività lavorativa”. “Giudizio positivo, inoltre – conclude Rete Imprese Italia – sulle semplificazioni apportate al contratto di apprendistato, tutte a vantaggio della formazione in azienda, che sicuramente aiuteranno il rilancio di questa tipologia contrattuale così importante per l’inserimento al lavoro dei giovani. Bene anche la smaterializzazione del Durc e lo stanziamento di ulteriori risorse su i contratti di solidarietà”.