Decreto Natale (e non Dpcm) 18 dicembre: il testo integrale in Gazzetta Ufficiale. Scarica il Pdf

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2020 8:53 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2020 9:18
Decreto Natale (e non Dpcm) 18 dicembre: il testo integrale

Decreto Natale (e non Dpcm) 18 dicembre: Conte firma il testo

Come previsto, il governo chiude il Natale per frenare la seconda ondata di contagi in vista delle feste. La stretta questa volta arriva con un decreto legge ad hoc e non con il solito Dpcm a cui ci eravamo abituati dall’inizio della pandemia. 

Dalla vigilia di Natale alla Befana tutta Italia sarà in lockdown a singhiozzo: nei festivi e prefestivi 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre vigono le restrizioni per la zona rossa. Così anche a gennaio nei giorni 1, 2, 3, 5 e 6. Nei feriali 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio saremo in zona arancione. 

Il Decreto Natale 2020 è stato pubblicato nella notte in Gazzetta ufficiale. E’ in vigore da oggi.

Le restrizioni in zona rossa

Sarà “vietato ogni spostamento in entrata e in uscita” sia tra le Regioni che tra Comuni e all’interno degli stessi salvo che per comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute. Ragioni che andranno ovviamente autocertificate.

E’ sempre possibile rientrare alla propria abitazione o domicilio. Sono inoltre chiusi i negozi, ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole, tabacchi, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Serrande abbassate anche per bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e pub, che possono effettuare solo la consegna a domicilio e, fino alle 22, l’asporto.

E’ invece consentito svolgere sia attività motoria, “individualmente” e “in prossimità della propria abitazione purché nel rispetto della distanza di almeno un metro e con l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione”, che attività sportiva, ma anche questa solo in forma individuale ed “esclusivamente all’aperto”.

Le regole in zona arancione

Nei quattro giorni arancioni, il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio, saranno aperti i negozi e sarà sempre consentito lo spostamento all’interno del proprio comune di residenza. Bar e ristoranti potranno lavorare solo in asporto fino alle 22 e a domicilio (senza restrizioni).

Il decreto introduce però una norma a favore dei piccoli comuni: sono infatti consentiti gli spostamenti dai paesi con una popolazione non superiore a 5mila abitanti per una distanza di massimo 30 km “con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.

La deroga dei due commensali

Per tutto il periodo delle festività natalizie il governo ha introdotto una ulteriore deroga ai divieti, che sarà dunque valida sia nelle giornate in cui l’Italia sarà rossa sia in quelle arancioni.

Sarà comunque consentito recarsi in visita dai parenti: ci si può muovere verso una sola abitazione ubicata nella stessa Regione ma nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi.

Sono esclusi dal computo i minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Quindi, per esempio, si possono invitare al pranzo di Natale i nonni (solo due). Ma una famiglia di quattro persone non potrà fare l’inverso, cioè recarsi in visita dai nonni, se uno o entrambi i figli hanno più di 14 anni.

La ratio, presumibilmente, è quella di evitare che familiari soli ma non conviventi possano restare isolati nei giorni di festa. Restano comunque sconsigliate le aggregazioni di più nuclei familiari.

Occhio alle multe

Ci viola le norme è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro. Se il mancato rispetto delle misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.

Lo prevede l’articolo 3 del provvedimento pubblicato in Gazzetta ufficiale. Le sanzioni sono le stesse previste dall’articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35.

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