Decreto Rilancio, le lacrime della Bellanova (VIDEO). Conte contro Ue: “No a intese bilaterali su turismo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2020 22:50 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2020 0:26
Decreto Rilancio, conferenza stampa: le lacrime della Bellanova

Decreto Rilancio, conferenza stampa: le lacrime della Bellanova

ROMA – Stop ai Dpcm (ossia un decreto ministeriale) sulle riaperture. E’ in coda alla conferenza stampa sul decreto Rilancio che il premier Giuseppe Conte concretizza la sua “mano tesa” alle opposizioni in vista di un’estate incandescente.

“Proporrò ai ministri di adottare un decreto legge. Sarebbe la soluzione migliore per coinvolgere più intensamente il Parlamento e perché siamo in fase di allentamento”, spiega il premier al termine di una conferenza stampa fiume in cui, anche sul dl rilancio, il capo del governo lancia una sorta di appello a maggioranza e opposizioni affinché il testo sia “migliorato” in Parlamento.

Del resto è la stessa conferenza stampa serale del premier ad essere nel segno della collegialità. In video Conte non compare solo, ma con 4 ministri, ciascuno per una forza di maggioranza: Roberto Gualtieri, Stefano Patuanelli, Roberto Speranza e Teresa Bellanova.

Quest’ultima, il ministro per le Politiche Agricole, mentre descrive la norma da lei voluta, si lascia andare alle lacrime. “Lo Stato è più forte del caporalato”, spiega, commossa (video Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev):

 

Le lacrime della ministra non incassano commenti nel M5S, che tuttavia il premier – dopo le frizioni delle ultime ore – “ringrazia” in diretta tv per aver consentito l’approfondimento di alcuni aspetti della norma Bellanova.

Ministro che viene invece attaccato frontalmente da Matteo Salvini: “le sue lacrime della ministra “Fornero 2″ per i poveri immigrati, con tanti saluti ai milioni di italiani disoccupati, non commuovono nessuno”, attacca il leader5 leghista.

C’è un altro tema però che prende corpo nella conferenza stampa sul dl rilancio, quello di possibili accordi bilaterali tra Paesi Ue sulle rotte turistiche dell’estate. “Non accettiamo accordi bilaterali nell’Ue che possano creare percorsi turistici privilegiati. Ne ho parlato anche con Ursula von der Leyen,sarebbe la distruzione del mercato unico, saremmo fuori dall’Ue, non lo permetteremo mai”, assicura, con evidente risolutezza, Conte.

Segno che il tema c’è e rischia di aprire una nuova frattura in Europa, con diversi miliardi in ballo per le Regioni italiane.

Regioni che, al momento, non vedono luce verde neanche per i trasferimenti all’interno del Paese. “Sono congelati, in questa fase in cui ci avviamo a una ripartenza pressoché completa potrebbero condizionare una variazione della curva epidemiologica”, spiega Conte.

Francia, Svizzera, Austria, Germania riaprono le frontiere. Italia e Spagna al momento non contemplati

Il timore di Conte sugli accordi bilaterali tra Paesi Ue sulle rotte turistiche dell’estate parte dalla constatazone della riapertura di alcune frontiere tra paesi a noi molto vicini. 

Dei 17 governi dell’area Schengen (su 26) che hanno ristabilito i controlli alle frontiere a causa della pandemia, quelli di Berlino, Vienna, Berna e Parigi sono infatti tra i primi a voler tornare alla normalità, entro il 15 giugno.

Ma le quattro capitali, che si sono consultate tra loro per coordinarsi, ritengono che sia ancora troppo presto per aprire a Italia e Spagna, indicate come “Paesi molto colpiti”, secondo quanto indicato dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer.

“Non ci sono prospettive di una tempestiva riapertura dei confini” verso l’Italia, “non ne vedo i presupposti”, ha chiarito anche il leader austriaco Sebastian Kurz.

E anche la ministra svizzera di Giustizia e polizia Karin Keller-Sutter ha specificato che non ci sono orizzonti temporali per lo sblocco del confine con l’Italia. Che così, al momento, resta appesa (fonte: Ansa).