Decreto sicurezza bis, Salvini esulta. Cittadinanza a Ramy e Adam, eroi di San Donato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 giugno 2019 1:16 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2019 8:39
Decreto sicurezza bis al via, Salvini esulta. Cittadinanza a Ramy e Adam

Decreto sicurezza bis, Salvini esulta. Cittadinanza a Ramy e Adam, eroi di San Donato (Foto archivio Ansa)

ROMA – “Habemus decretum”, ha esultato Matteo Salvini la sera dell’11 giugno per l’approvazione del decreto sicurezza bis da parte del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. Tra le misure, è prevista anche la concessione per meriti speciali della cittadinanza italiana a Ramy Shehata e Adam El Hamami, i due ragazzini eroi del bus dirottato a San Donato milanese lo scorso 20 marzo. Cittadinanza anche per Nicolae Craciun, campione della canoa e già azzurro a livello giovanile.

Dopo la tregua sancita lunedì 10 giugno tra Salvini e Di Maio, il governo giallo verde va avanti. Il premier Giuseppe Conte ha commentato: “Sul decreto c’erano stati degli interventi, eravamo in dirittura d’arrivo ma eravamo arrivati a ridosso della giornata della competizione elettorale. Io stesso avevo chiesto a Salvini di rinviarlo, in quanto convocare un Cdm due giorni prima delle Europee non mi sembrava opportuno”.

Salvini ha annunciato che nel decreto è prevista anche “l’assunzione di 800 uomini e donne di personale amministrativo per gli uffici giudiziari con spesa di 28 milioni euro a carico del ministero  per l’esecuzione delle pene dei condannati in via definitiva che sono a spasso: 12 mila solo a Napoli e in provincia”.

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Il decreto sicurezza bis si compone di 18 articoli “pronti, rivisti e rimeditati da tempo”, ha detto Salvini: “Tre le finalità: lotta all’immigrazione clandestina, al centro anche del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è svolto stamattina e registra notevoli passi in avanti; c’è un capitolo cui tengo particolarmente che inasprisce le sanzioni per chi agisce con caschi, bastoni o mazze contro le forze dell’ordine”. Nel decreto sono anche previste multe da 10 a 50 mila euro per le navi che violano il diritto d’ingresso e il via libera ad agenti sotto copertura e intercettazioni nel contrasto all’immigrazione clandestina: “E sulla costituzionalità siamo assolutamente tranquilli”.

Di Maio, che non era presente alla conferenza stampa, ha commentato: “Il decreto sicurezza è un inizio e mi auguro che in fase di riconversione il Parlamento lavori a un rafforzamento delle misure per i rimpatri dei migranti irregolari. Parliamo di centinaia di migliaia di persone non identificate che girano liberamente in Italia. Alla luce degli ultimi fatti di cronaca è opportuno che si affronti il tema seriamente e in tempi certi. Sono troppi i circa 500mila irregolari in Italia. Bisogna lavorare sul profilo internazionale in modo più approfondito e lo faremo da squadra”.

Di Maio annuncia anche i controlli “su negozi cinesi e pachistani.  A tal proposito, come ministro del Lavoro invierò nei prossimi giorni una direttiva per incrementare i controlli verso queste attività. Una misura che inciderà dunque anche sulla sicurezza interna”. Archiviato il decreto, Conte ha annunciato che il 12 giugno si terrà un vertice economico con Salvini e Di Maio per impostare la manovra economica: “Dobbiamo deciderla noi, abbiamo una responsabilità nei confronti del Paese. Noi siamo convinti delle nostre scelte e siamo al governo per far crescere il Paese. Con Salvini e Di Maio abbiamo un unico obiettivo: evitare la procedura d’infrazione”.

Al vertice domani alle 9 parteciperanno anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i tecnici del Mef. Conte ha spiegato: “Io sono il presidente del Consiglio dei ministri, che delega dovrei avere? Penso che la delega sia sempre, perché in caso contrario sarebbe sfiducia nei miei confronti e mi sembra che nessuno l’abbia posta”.

Intanto, parlando della manovra, Salvini anticipa che prevederà la flat tax e il taglio delle tasse: “Questo governo è l’unico possibile, era e resta del cambiamento L’alternativa è il voto. Questo è il governo del cambiamento anche con l’Europa, tutti i precedenti governi si sono arresi a prescindere, qui c’è un processo che ci vede protagonisti. Non andiamo in Europa col cappello in mano, non andiamo a chiedere i soldi di altri ma andiamo a chiedere di aiutare gli italiani con i soldi degli italiani. Non ci facciamo dare lezioni da quelli che prendono più di quel che danno, chi dà di più di quanto prende, come l’Italia, avrà voce in capitolo”.