Decreto sicurezza, Gasparri come Salvini: “Sindaci applichino la legge o si dimettano”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 gennaio 2019 10:16 | Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2019 10:16
Gasparri Decreto Sicurezza

Decreto sicurezza, Gasparri come Salvini: “Sindaci applichino la legge o si dimettano” (foto Ansa)

ROMA – Il decreto sicurezza, per la parte riguardante l’immigrazione, in queste ultime ore sta provocando molte discussioni tra il Governo e alcuni sindaci italiani che vi si oppongono, come il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Le nuove norme sulla sicurezza, secondo le posizioni critiche, provocherebbero l’aumento dell’immigrazione clandestina e detterebbero condizioni disumane agli immigrati. Le forze di Governo, dal ministro dell’interno Matteo Salvini, che invita alle dimissioni i sindaci che non vogliono applicare il decreto, a Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, sono compatte nel sostenere la necessità di applicare la legge.

Dello stesso parere è il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “Forza Italia giudica negativamente l’atteggiamento dei vari Orlando, De Magistris, che vogliono attuare politiche pro immigrati. La legge va applicata, semmai rafforzata perché ci sono alcuni punti deboli. Ma chi sceglie gli stranieri rispetto agli italiani può anche andarsene dall’Italia e rinunciare ad amministrare città. Basta con questa gara pro immigrati. Il governo gialloverde gli dà il reddito di cittadinanza, i sindaci di sinistra vogliono disapplicare le leggi sulla sicurezza, non se ne può più”.

Il senatore forzista continua: “Dei sindaci di sinistra, irresponsabili, vogliono deliberatamente violare le leggi. Vanno semplicemente rimossi. A cominciare da Leoluca Orlando. Chi preferisce gli stranieri agli italiani, e ne ha tanti disoccupati nella propria città, va semplicemente messo in condizione di non agire in violazione delle norme. E se ritengono che siano più importanti gli stranieri degli italiani, che se ne vadano lontano dall’Italia. Ma questa gara deve finire anche sul versante governativo. Se i sindaci alla Orlando o del Pd vogliono favorire gli stranieri rispetto agli italiani, il governo si appresta a staccare decine e decine di migliaia di assegni, almeno trecentomila, a favore degli immigrati. Il reddito di cittadinanza, come avevamo facilmente previsto, andrà anche a loro. Ed anzi, saranno gli stranieri a fare la parte del leone. Altro che ‘prima gli italiani’ o ‘pacchie finite’. Tra sindaci trasgressori e governo finanzia-immigrati, la festa continua. Alla faccia degli italiani. Tutto ciò è inaccettabile”.

Da Palazzo Chigi sembra ci sia un’apertura al dialogo con l’Associazione dei Comuni Italiani per discutere delle eventuali difficoltà applicative collegate alla legge e trovare delle soluzioni applicabili allo stato dei singoli comuni. E’ possibile quindi che nei prossimi giorni si potrebbero alleviare le tensioni in atto e sciogliere alcuni nodi, come il chiarimento sulla presunta incostituzionalità di alcune parti del provvedimento. Il decreto sicurezza, legge 132, pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 3 dicembre 2018 dopo l’approvazione del 1 dicembre, riunisce in sé i due decreti, inizialmente separati, sulla sicurezza e sull’immigrazione. Le nuove norme sono state introdotte per ostacolare la permanenza in Italia ai richiedenti asilo irregolari o che dovessero commettere reati.

Si tratta in particolare dell’argomento trattato dall’articolo 13 col quale si stabilisce che il permesso di soggiorno rilasciato è sì un documento di riconoscimento, ma insufficiente per iscriversi all’anagrafe, condizione base per avere la residenza. Ne consegue che i comuni non potranno più rilasciare la carta d’identità e quindi non sarà più possibile ad esempio iscriversi al Servizio sanitario nazionale o ai centri per l’impiego. Il decreto sicurezza contiene importanti tematiche. Oltre all’immigrazione il provvedimento tratta di sicurezza urbana (Daspo urbano, sgomberi, invasione arbitraria di edifici, taser etc.), lotta al terrorismo (ad esempio il Daspo per i sospettati di terrorismo internazionale) e lotta alla mafia (sequestro e confisca di beni, contrasto alle infiltrazioni mafiose etc).