Cdm approva il decretone: ok a reddito di cittadinanza e quota 100

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2019 20:30 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2019 2:16
Cdm approva il decretone: ok a reddito di cittadinanza e quota 100

Cdm approva il decretone: ok a reddito di cittadinanza e quota 100

ROMA – E’ durato poco più di mezzora, così come preventivato dal vicepremier Matteo Salvini, il Consiglio dei ministri che ha approvato il cosiddetto decretone. Tanto ha impiegato il governo a varare le misure su reddito di cittadinanza e quota 100. La riunione è stata preceduta, questa mattina, da un vertice di governo in cui è stata trovata la quadra. Incontro positivo, governo soddisfatto, ci sono tutte le risorse, dice la nota di Palazzo Chigi.

“E’ un progetto che riguarda cinque milioni di persone che si trovano in povertà e un milione di persone che potranno andare nel triennio in anticipo in pensione”, ha detto il premier Giuseppe Conte al termine del Cdm.

Questa è “una tappa fondamentale per questa esperienza di governo – ha aggiunto – sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorale ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero“.

“Prima si facevano vertici sui rimpasti, noi abbiamo fatto tutti i vertici necessari per entrare nella casa degli italiani, per incidere nella vita vera degli italiani. Luigi e Giuseppe, vi dico grazie, sono stati 7 mesi entusiasmanti e i prossimi dieci anni lo saranno altrettanto“, ha detto Matteo Salvini.

PENSIONI – Nel decreto c’è anche il via libera al tfs, il trattamento di fine servizio per gli statali. Ci sarà “subito la liquidazione per il settore pubblico, 30 mila euro cash”, ha specificato il vicepremier leghista. Con quota 100, ha ribadito, “non c’è nessuna penalizzazione e nessun taglio, sarà una libertà di scelta”.  “62 anni e 38 anni versamenti senza penalizzazione ed è solo il punto di partenza, l’obiettivo è quota 41. La Fornero si prepari a piangere ancora”, ha detto ancora Salvini. “Dedico questa decina di paginette – ha evidenziato alla signora Fornero, la signora piangente, e al signor Monti, non se ne fanno ancora una ragione…io conto di fare il ministro ancora a lungo”.

Nel capitolo pensioni è prevista inoltre una clausola salva-spesa anche per evitare sforamenti per l’uscita anticipata con quota 100. E’ previsto un monitoraggio bimestrale dell’Inps che, “nel caso in cui emergano scostamenti, anche in via prospettica”, fa scattare i tagli ai ministeri competenti (in questo caso al ministero del Lavoro) e, quando non sufficienti, altre misure correttive come previsto dalla riforma del Bilancio dello Stato.

REDDITO – “Un’impresa che assume chi prende il reddito di cittadinanza arriva fino a 18 mesi di sgravi fiscali. Se chi prende il reddito decide di aprire un’azienda riconosciamo fino a 16 mesi di assegno per avviarla. Perché questa misura serve anche a stimolare l’autoimpiego e ad abbassare il costo del lavoro, su cui c’è tanto da fare”. “In sette mesi abbiamo realizzato le misure centrali del contratto di governo: reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Adesso abbiamo la dimostrazione con i fatti che tutti gli altri punti del contratto si possano realizzare. A chi diceva fosse fantascientifico dico che la migliore risposta è questa”, ha detto Luigi Di Maio. Nel reddito di cittadinanza ci “sono norme anti-divano, che sono le norme su cui si fonda tutto il programma e che non consente a nessuno di poter abusare del reddito”. “Non converrà rifiutare la prima domanda, perché dalla seconda l’offerta è più lontana, e la terza è in tutta Italia”. Oltre al patto per il lavoro e al patto per l’inclusione sociale ci sarà anche “un patto per la formazione“, siglato con “enti di formazione bilaterale, enti interprofessionali o aziende”, per chi non è “adeguatamente formato” per entrare subito nel mondo del lavoro. “Per febbraio saremo pronti a pubblicare il sito internet che dirà quali documenti sono da preparare e poi il sito da marzo sarà attivo per recepire la documentazione. Non c’è bisogno di andare a nessuno sportello se non si vuole. Possibile fare tutto con il portale” ma in alternativa si potrà usare “un normale sportello postale” o ancora i Caf. “Dopodiché l’Inps verifica e il reddito sarà erogato con una normalissima carta elettronica di Poste italiane. Dopo l’accesso al programma, entro 30 giorni, si sarà contattati dai soggetti attuatori”. “Ci sono le pensioni di cittadinanza che stanno aspettando tanti pensionati che vanno alla mensa dei poveri. Ci saranno 780 euro se il pensionato vive da solo e per un nucleo fino a 1032 euro di pensione di cittadinanza“, ha detto ancora Di Maio. La platea di chi percepirà il reddito di cittadinanza – ha spiegato – sarà “per il 50% al Sud e per il 50% al centro-Nord”.