Def, la Caporetto del Governo Conte. Gasparri: come trova 50 miliardi?

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 12 aprile 2019 11:26 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2019 17:44
Def, la Caporetto del Governo Conte. Maurizio Gasparri: come trova 50 miliardi?

Def, la Caporetto del Governo Conte. Gasparri: come trova 50 miliardi? (foto d’archivio Ansa)

ROMA – “Per centrare gli obiettivi di finanza pubblica al governo servono circa 50 miliardi. È possibile che questo governo trovi 50 miliardi? Dove? Tagliando ulteriormente bilanci già massacrati? Distruggendo le forze armate e le forze di polizia, come in realtà si sta già facendo?”, si domanda il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri commentando il documento economico finanziario approvato il 9 aprile dal Consiglio dei Ministri numero 54.

Approvato con una riunione di appena mezz’ora (Il Consiglio dei Ministri è cominciato alle 18.32  ed è terminato alle ore 19.02, come si legge sul sito governo.it), ma preceduto da due ore di pre-vertice presenti il presidente del Consiglio Conte, i due vice presidenti Di Maio e Salvini e il ministro dell’Economia, per il documento di economia e finanza nessuna conferenza stampa e nessun ministro per illustrare il nuovo quadro dei conti. Dopo la conferenza stampa senza domande per il Def 2018, per il Def 2019 si è deciso di tagliare la testa al toro e di eliminare del tutto la conferenza stampa.

Il Def si può riassumere brevemente dicendo che il Pil 2019 sarà a +0,2%, non ci sarà nessuna manovra correttiva, nessuna nuova tassa, e ci sarà la Flat tax per i “ceti medi”. 

Ma a che prezzo? il debito salirebbe quest’anno al 132,6% del Pil ( maggiore quindi rispetto al 132,1% del 2018) con un percorso di discesa successivo per arrivare al 129,2 % nel 2022. Il deficit salirebbe al 2,4% ( dal 2% che era stato raggiunto dopo la lunga trattativa con Bruxelles). Quello strutturale, su cui la Commissione Ue punta gli occhi, scenderebbe dall’1,5 percento del PIL di quest’anno allo 0,8 per cento nel 2022.

“Nel Def emerge con chiarezza la realtà di un aumento della pressione fiscale che potrebbe crescere a dismisura con l’aumento dell’Iva. Siamo alla Caporetto del governo”- continua Gasparri- “Avevano annunciato un anno bellissimo e l’abolizione della povertà, ora devono mettere nero su bianco il disastro che hanno causato. Avremo più deficit, più debito pubblico, più tasse e più disoccupazione”.

La flat tax sarebbe da coprire con tagli alle agevolazioni fiscali, il Def prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi. Per incentivare gli investimenti delle imprese, il documento parla di una riduzione dell’aliquota Ires applicabile agli utili non distribuiti.

In merito a questo provvedimento di tassazione Gasparri fa notare che

“Anche la parziale, ipotizzata flat tax, di cui si parla flebilmente, potrebbe rivelarsi una grande truffa. Da un lato perché se ci fosse la flat tax ci sarebbe l’aumento dell’Iva, che colpirebbe tutta l’economia italiana e in modo drammatico le famiglie. Dall’altro lato perché se qualcuno dovesse optare per una ipotizzata flat tax perderebbe tutti gli altri bonus e tutte le altre detrazioni fiscali, con la conseguenza che finirebbe per pagare di più”.

Conclude Gasparri:

“Noi vorremmo un’Italia in crescita, con le imprese rispettate, con i cantieri sbloccati, con posti di lavoro vero. Invece otteniamo la truffa del falso reddito di cittadinanza, le bugie sulla flat tax, un bilancio impossibile da rispettare con esiti catastrofici dietro l’angolo. Per salvare l’Italia bisogna cacciare il governo”.

Per tentare di rispettare le promesse elettorali e, al tempo stesso, mantenere la ‘tregua’  con l’Europa raggiunta a dicembre, il governo invocherebbe circostanze eccezionali” – come le spese a copertura dei danni dei passati terremoti e del crollo del Ponte di Genova – per raggiungere un leggero miglioramento strutturale, fattore rilevante per portare a casa l’osservanza della regola del debito per cui l’Italia è sotto stretta osservazione.