Ciancimino Junior: “Anche Berlusconi nei pizzini di mio padre”

Pubblicato il 12 Febbraio 2010 16:07 | Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2010 16:08

Massimo Ciancimino

Il nome di Berlusconi compare in uno dei “pizzini” depositati dall’accusa nel processo che vede imputato Marcello Dell’Utri. Il senatore del Pdl è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il documento è stato mostrato ai magistrati da Massimo Ciancimino: secondo il testimone sarebbe stato scritto dal padre Vito, ex sindaco di Palermo. Sul pizzino c’è scritto: «Berlusconi-Ciancimino-Marcello Dell’Utri». Poi sotto continua «Milano, truffa e bancarotta. Ciancimino-Alamia». Infine, sull’ultima riga si legge: «Dell’Utri Alberto».

Ciancimino ha poi spiegato in che modo Cosa Nostra investiva denaro a Milano: «Nel 1970 mio padre investì 150 milioni di lire in operazioni gestite dalla società Lu.ra.no, riconducibile a Salvatore Buscemi e Franco Bonura. Nel ’76 i frutti di questi investimenti erano rappresentati da un miliardo e mezzo di lire e da una serie di appartamenti costruiti nella zona Don Orione di Palermo. Su indicazione di Buscemi il denaro venne depositato nella banca Rasini e nella banca del Gottardo, per poi essere investite nelle società Edilnord e Immobiliare Sammartino che curarono la trasformazione di terreni posti alla porte di Milano, dando vita all’operazione Milano 2».

Le rivelazioni di Ciancimino sono contenute in uno dei verbali di interrogatorio resi dal teste alla Dda e trasmessi alla procura generale che sostiene l’accusa nel processo d’appello al senatore. Ciancimino, il 12 gennaio scorso proseguiva così: «Bontade e Teresi (due capimafia palermitani), per il tramite di Marcello Dell’Utri, hanno investito 3 miliardi e mezzo nella stessa operazione. Roberto Calvi, presentato a mio padre da Salvatore Buscemi, si occupò di prelevare parte del profitto – 3 miliardi – dell’investimento che consegnò a mio padre a Losanna per realizzare un investimento in brillanti per il tramite di Leos Gluths, di origine ebrea, di cui ho consegnato la foto ai pm di Palermo».