Democrazia Day: col Popolo Viola ci sono finiani e vendoliani. Prove tecniche di coalizione allargata?

Pubblicato il 5 Aprile 2011 17:17 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 17:17

ROMA – Opposizione in piazza contro il processo breve e contro il voto della Camera sul conflitto di attribuzione sul processo Ruby. E si tratta di un’opposizione ampia, che va dai finiani ai vendoliani, passando per i dipietristi, senza dimenticare i movimenti.  Fuori dalla Camera dei Deputati, il “Democrazia Day”, organizzato da Popolo Viola, Articolo 21 e Libertà e Giustizia, ha coinvolto anche i simpatizzanti di Fli, Idv e Sel. Prove tecniche di “coalizioni allargate”?

Il presidio è iniziato srotolando un’enorme bandiera dell’Italia in piazza Montecitorio: il tricolore da 60 metri, utilizzato già il 12 marzo per il Costituzione Day, è stato disteso a terra tra gli applausi delle centinaia di manifestanti e gli slogan ”Fuori la mafia dallo Stato; fuori lo Stato dalla mafia”.

”Questa piazza è la dimostrazione che solo uniti si riescono a fare le cose – ha commentato Gianfranco Mascia dei Viola – i cittadini non ce la fanno più. Vogliamo cambiare il Paese e questo sarà possibile se l’opposizione farà il suo lavoro come i cittadini lo faranno nelle piazze”.

Durante il raduno, si sono più volte levate le urla indirizzate alle cosiddette “leggi ad personam” approvate per Silvio Berlusconi: ”Vergogna! Galera!”. Durante la manifestazione sono state infatti lette al megafono le trentasette leggi ”per Silvio e la sua cricca”, dal decreto Biondi del 1994 alla Cirami del 2002 e l’ex Cirielli del 2005 passando per il decreto salva-Rete4 del 1999 targato D’Alema, sono state stampate su diversi manifesti con la scritta ”37 leggi posson bastare?”.

Tra i cartelli portati al presidio, ”Non scappare fatti processare!”, ”Prescrizione breve danneggia gli onesti, svegliamoci!” e ”Berlusconi il più processato perché il più fuorilegge”; i manifestanti hanno poi intonato diverse volte “Bella ciao” e l’Inno di Mameli.

A fare compagnia all’enorme tricolore c’erano bandiere viola, dell’Idv, di Rifondazione Comunista, di Sinistra e Libertà ed anche una di Futuro e Libertà. Mancava all’appello il Partito democratico che nei giorni scorsi aveva dato la sua adesione al “Democrazia Day”.