Depistaggio, Camera dice sì a introduzione del reato. Ora va al Senato

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 15:54 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 15:56
Depistaggio, Camera approva introduzione reato

Strage di Bologna (Foto d’archivio)

ROMA – Sì della Camera all’introduzione del reato di depistaggio e inquinamento processuale nel codice penale. Il testo è stato approvato con 351 sì, 50 no e 26 astenuti. Contro hanno votato i deputati di Forza Italia, mentre quelli della Lega si sono astenuti.

La norma prevede che chi manomette prove per depistare rischierà il carcere fino a 4 anni, con aggravanti per i pubblici ufficiali e nel caso di processi di strage, mafia e associazioni sovversive. Il provvedimento prende spunto prevalentemente dai depistaggi determinati nelle Stragi di Stato, da Ustica a Bologna.

Il ddl a prima firma di Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, approvato alla Camera, passa ora al Senato. Ma berlusconiani e alfaniani chiedono modifiche.

Ecco, in sintesi, le novità introdotte dal provvedimento:

IN CARCERE CHI DEPISTA. Sarà punito chiunque, allo scopo di ostacolare o impedire indagini o processi, modifica il corpo del reato o la scena del crimine, distrugge, occulta o altera prove oppure crea false piste. La pena prevista dal nuovo delitto di depistaggio e inquinamento processuale è la reclusione fino a quattro anni.

PENE AGGRAVATE. Quando a depistare è un pubblico ufficiale la pena aumenta da un terzo alla metà. L’inasprimento di pena (da sei a dodici anni) scatta anche qualora tale reato riguardi processi per stragi e terrorismo, mafia e associazioni segrete, traffico di armi e materiale nucleare, chimico o biologico, o altri gravi delitti come la tratta di persone e il sequestro a scopo estorsivo. Se la condanna supera i 3 anni si applica l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

SCONTI DI PENA. Una riduzione di pena (da metà a due terzi) premierà chi si adopera a ripristinare lo stato della scena del reato e delle prove o a evitare conseguenze ulteriori oppure aiuta i magistrati a individuare i colpevoli del depistaggio.

PRESCRIZIONE PIÙ LUNGA. Il depistaggio aggravato comporta il raddoppio dei termini di prescrizione.

Per gli azzurri che hanno votato contro, il rischio che si cela dietro la norma è quello di creare una sorta di deterrenza tra gli eventuali testimoni, che per timore di essere indagati anch’essi di depistaggio preferiscono non dare il loro contributo al percorso processuale.