Deputati e consiglieri: dalla Carfagna alla Mussolini, l’esercito del doppio stipendio

Pubblicato il 31 Maggio 2010 12:48 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2010 12:48
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L'Aula di Montecitorio

Ci sono deputati che hanno lo stipendio di parlamentare e anche quello di consigliere, o assessore, se non proprio quello di governatore. La manovra di Tremonti prevede “tagli” alle paghe di parlamentari, ma intanto ci sono quelli che fanno l’accumulo di compensi. E non mancano i nomi “eccellenti”, dalla Carfagna alla Mussolini, passando per il presidente della Regione Piemonte Cota.

Il “recordman del cumulo” è Gianluca Buonanno della Lega: in una sola botta è deputato, consigliere regionale in Piemonte, sindaco a Varallo Sesia (Vercelli) e vicesindaco di Borgosesia.

Mara Carfagna è contemporaneamente ministro delle Pari opportunità e consigliere regionale in Campania. Dallo stesso Consiglio riceve soldi Alessandra Mussolini, deputato del Pdl. E’ ancora parlamentare il leghista Roberto Cota, che ha “soffiato” alla Bresso la poltrona di governatore in Piemonte.

Nell’elenco degli “accumulatori” c’è anche Sandro Biasotti (deputato Pdl) che, dopo aver perso la sfida con l’attuale governatore ligure Burlando è rimasto in consiglio regionale. Si prosegue col leghista Edoardo Rixi, consigliere in Veneto, Marino Zorzato del Pdl (vicepresidente della Regione Veneto), Marcello Taglialatela del Pdl, nominato assessore all’urbanistica in Campania dal presidente Caldoro.

Infine c’è Roberto Rosso, deputato del Pdl e vicepresidente nella giunta piemontese, nonché assessore al Lavoro. Il vice di Cota ha disertato un importante consiglio regionale sul tema della disoccupazione (guarda caso quello che dovrebbe essere il suo ambito di competenza). Motivazione ufficiale: problemi di salute. Peccato però che sia stato “scoperto” grazie alla pulsantiera di Montecitorio, dove si era recato per svolgere il proprio “dovere” di deputato.

La giunta delle elezioni, organo della Camera preposto al controllo di casi come questi, si dovrebbe riunire per stabilire l’incompatibilità del doppio incarico e far decadere il conseguente doppio stipendio. Ma la riunione è saltata per le troppe assenze.