I Deputati piangono miseria: “Noi italiani pagati meno degli altri”

di Lucio Fero
Pubblicato il 1 Agosto 2011 16:58 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2011 9:56

foto Lapresse

ROMA – Francesco Colucci è un uomo molto coraggioso. Parlamentare da molte legislature, “questore” della Camera dei deputati, onorevole del Pdl. Colucci ieri ha presentato uno “studio” a Montecitorio. Dallo “studio” si evince e Colucci esplicita che i parlamentari italiani sono poco pagati. C’è prova di coraggio più grande dell’andare a sostenerlo in pubblico? Dice e conteggia Colucci: “Tenuto conto del totale delle competenze corrisposte ai deputati italiani…”, cioè sommando il loro stipendio, le loro indennità e i soldi che ricevono “cash” per pagare, se vogliono, ma possono farne anche a meno di pagarli, i loro collaboratori, un deputato italiano “costa” 20.486 euro. Al mese, s’intende. Conteggia Colucci: il francese deputato costa 23.066 euro, il tedesco 27.346, l’inglese 21.089, quello europeo poi batte tutti con 34.750 euro. Quindi gli italiani sono i meno pagati. Come Colucci voleva dimostrare.

Non è chiarissimo dove Colucci abbia trovato e conteggiato il costo medio di un deputato europeo, visto che la loro retribuzione varia da paese a paese di provenienza e visto che a Bruxelles, guarda caso, gli euro deputati italiani si siano sempre opposti ad una retribuzione uguale per tutti gli eletti al Parlamento europeo. Nel Medioevo oscuro delle cifre note prima dell’avvento della “Rivelazione” Colucci, gli eurodeputati italiani erano i più pagati, si vede che tutti gli altri si sono aumentati la paga senza farlo sapere a nessuno tranne che all’attento Colucci cui nulla sfugge. Un po’ gli sfugge però la penna, la calcolatrice e la favella quando parla e conteggia dei “collaboratori”: i deputati italiani ricevono in mano i soldi per i collaboratori e ci fanno poi quel che vogliono, spesso ci pagano, poco e in nero, i collaboratori appunto. Comunque sono soldi “loro”. Negli altri paesi i collaboratori sono dipendenti pubblici e ricevono stipendio e contributi, costano alla collettività ma la collettività non mette in mano soldi ai deputati per farne quel che vogliono. Comunque Colucci non si sgomenta e non demorde, nè si sofferma su questi “particolari”. La sua matematica dice che, anche detratti i collaboratori, al “netto” i deputati italiani mettono in tasca 10.257 euro contro i novemila e passa dei tedeschi, gli 8.540 degli inglesi, gli 11.800 dei francesi…Fino ad ieri la stampa ostile, italiana e non solo, denigrava e truccava i conti: fino a ieri si pubblicavano tabelle in cui gli italiani erano i più pagati. Ci voleva il coraggio di Colucci per sostenere il contrario.

E ci voleva l’ardimento di Colucci per farci finalmente capire il senso dell’impegno che i parlamentari italiani hanno preso di fronte al paese. Hanno giurato che nella prossima legislatura adegueranno i loro compensi a quelli europei. Anmzi, non proprio: con apposito emendamento hanno corretto: “alla media ponderata” dei paesi europei con maggior Pil. Adesso, grazie a Colucci, tutta l’Italia può finalmente capire e misurare il grande sacrificio cui si apprestano al prossimo giro: la “media ponderata” alla Colucci porterebbe i parlamentari italiani a doversi aumentare lo stipendio. Ma loro, probabilmente, con eroico ed encomiabile senso dello Stato, si terranno i soldi che hanno oggi, quelli dei meno pagati in Europa.

E’ solo Colucci in Parlamento, è solo sua questa matematica innovativa, è solo sua la “Rivelazione”? Proprio no, lo “studio” è stato presentato come collettivo e oggettivo. E’ uno studio fresco di giornata, si possono dare 24 ore di tempo ai colleghi parlamentari di Colucci. Una giornata per chiamarsi fuori da questo alibi-provocazione. Lo possono fare quelli del Pdl e quelli della Lega e quelli che sono fatti chiamare “I Responsabili”. Lo possono fare insomma i deputati di maggioranza, 24 ore di attesa non si negano loro. Lo devono fare, chiamarsi fuori, in fretta e subito, i deputati di opposizione: quelli del Pd, dell’Idv, di Fli, dell’Udc, dell’Api, del Mpa, i radicali, gli indipendenti. Lo “devono” fare. Altrimenti se la “Rivelazione Colucci” diventa la matematica del Parlamento italiano sarà il trionfo e la beatificazione della rabbia anti politica e anti politici. Il coraggio di Colucci e di chi starà con lui è incoscienza allo stato puro, dinamite accesa gettata in un deposito munizioni.

Il costo, l’incredibile costo di chi parla, pensa e conta alla Colucci è già enorme: mentre Colucci piangeva quasi miseria a nome dei deputati italiani lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi era schizzato a quota 340. E’ l’indice giornaliero di quanto poco, anzi nulla i mercati, gli investitori, i risparmiatori si fidino della capacità dello Stato italiano di pagare i suoi debiti a medio-lungo termine. Spread a 340 per sei mesi, un anno significa 15 miliardi e più di maggior interessi sul debito, significa un’Italia finanziariamente inaffidabile, da fuggire. Speculazione? No, semplice osservazione e constatazione: chi sente parlare e vede conteggiare i Colucci quale altra conclusione può trarre se non stare al largo dall’Italia?