I deputati quarantenni del Pd: “Confrontiamoci tutti insieme”

Pubblicato il 29 ottobre 2011 18:05 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2011 20:19

ROMA, 29 OTT – ‘Quest’appello al segretario e’ un atto di amore verso il partito. Nessuno puo’ ritenersi indispensabile da solo, nessuno puo’ avere l’arroganza di possedere il verbo della modernita’ o dell’ortodossia di valori, principi o addirittura di ideologie archiviate dalla storia. Ed allora, mettiamo in un’assemblea ‘tutti dentro’. Confrontiamoci tutti insieme”. E’ l’invito che un gruppo di deputati del Pd, 30-40enni che pero’ hanno evitato happening generazionali, rivolge a Bersani. A firmare l’appello sono Dario Ginefra, Francesco Boccia, Antonio Boccuzzi, Paola De Micheli, Stefano Esposito, , Stefano Graziano, Federica Mogherini, Lapo Pistelli, Fausto Recchia, Ettore Rosato, Guglielmo Vaccaro. Convinti che sia il momento di unire in una stanza anziani e giovani del Pd, ”i protagonisti che riempiranno la Leopolda a Firenze con i ragazzi di Napoli, gli animatori della piazza di Bologna e quelli di L’Aquila. E con loro il gruppo dirigente che ci ha portato sin qui”.

”Inutile negarlo: da oltre due anni – ammettono i firmatari – c’e’ un confronto franco dentro il Pd, su temi cruciali connessi al rapporto tra societa’ e mercato (in Italia, in Europa e nel mondo), sui modelli ridistributivi possibili e sul rapporto tra politica e Istituzioni. Temi sui quali, due generazioni intere (cosidetti Trenta-Quarantenni) hanno posto quesiti e ipotizzato soluzioni e percorsi. Nelle ultime settimane da l’Aquila, Bologna (e in questo fine settimana) da Napoli e da Firenze. Forse divisi organizzativamente, ma uniti nella convinzione ‘che il tempo e’ adesso’. Il tempo degli esempi; il tempo delle scelte radicali”. I deputati riconoscono che ”costruire il partito dei riformisti italiani nel 2007 e’ stato un momento di coraggio e di speranza”. Ma ”oggi siamo a un bivio della storia d’Italia e delle responsabilita’ dei riformisti italiani” e c’e’ ”il dovere di non lasciare nulla al caso. Di mettere insieme le esperienze piu’ belle, le sensibilita’ di tutti”. E’ dunque necessario evitare che ”il protagonismo in atto di nuove generazioni si trasformi in atteggiamenti supponenti di alcuni protagonisti, con letture a volte anche un po’ affrettate che rischiano di apparire come un’inutile lotta fratricida di ‘bambini soldato’ impegnati in una sorta di conflitto tra poveri. Che lascia solo strascichi e mette in un angolo le idee”. Tutti, invece, devono essere uniti ”da una convinzione: la centralita’ del Pd nella rivoluzione riformista” perche’ e’ tempo di esempi e di unita’. E’ tempo di un confronto, anche aspro se necessario, sui temi che riguardano la vita degli italiani”. .