Di Battista azienda, debiti con dipendenti e fornitori. Lui ammette e minaccia Berlusconi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 dicembre 2018 8:30 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2018 8:30
Di Battista azienda, debiti con dipendenti e fornitori. Lui ammette e minaccia Berlusconi (foto Ansa)

Di Battista azienda, debiti con dipendenti e fornitori. Lui ammette e minaccia Berlusconi (foto Ansa)

ROMA – “Il Giornale” attacca: “La società della famiglia di Alessandro Di Battista è in crisi, ha debiti verso dipendenti, banche e fornitori”. E lui, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle, conferma il momento poco florido dell’azienda di famiglia: “Sì, è vero, abbiamo difficoltà”. E poi, come nel suo stile, contrattacca su Facebook, anzi sembra quasi minacciare Berlusconi: “Io sono così calmo e tranquillo, ma se provocate mi tocca tornare ad Arcore sotto la villa del vostro padrone, stavolta per leggere dei pezzi della sentenza sulla trattativa Stato-mafia”.

“Vizietti grillini…” è il titolo dell’artico del “Giornale” di lunedì 17 dicembre. 

“Cinquantatremila e 370 euro di debiti verso i dipendenti – scrive Carmelo Caruso del “Giornale” – 151.578 euro di debiti verso le banche; 135.373 euro di debiti verso i fornitori; 60.177 euro di debiti tributari (…)  Lontano dall’Italia, dove intende rientrare prima di Natale, Alessandro Di Battista, solo poche settimane fa, difese il padre di Luigi Di Maio e si scagliò in maniera feroce contro i genitori di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. Oggi, più che mai, si devono riportare le sue frasi: ‘Renzi e la Boschi hanno la faccia come il culo“.

L’ex parlamentare non nega i problemi della sua azienda: “Il Giornale, udite udite, tramite una visura camerale – una roba pubblica insomma – scopre che la piccola azienda di famiglia ha difficoltà. Chapeau! A questo punto gli consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane”.

Poi il “Dibba” se la prende con Matteo Renzi, che ha rilanciato la notizia de “Il Giornale”. “Si è subito buttato a pesce su questa stupidaggine. Caro Matteo, so che ti brucia ancora che uno come me..ti ha fatto il ‘culo’ al referendum costituzionale”.

E anche il padre, Vittorio, è entrato nella polemica citando Rascel: “Rammentando che è arrivata la bufera ed è arrivato il temporale, esorto gli amici, i conoscenti ed i segugi al soldo, di leggere, se ne sono capaci, i bilanci”.