Di Battista a Fabio Fazio: “Non abbia la coda di paglia”. La replica: “Avercela con me non è originale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2019 9:10 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2019 9:10
Di Battista a Fabio Fazio: "Non abbia la coda di paglia". La replica: "Avercela con me non è originale"

Di Battista a Fabio Fazio: “Non abbia la coda di paglia”. La replica: “Avercela con me non è originale”

ROMA – Battibecco in diretta a Che tempo che fa: Alessandro Di Battista ha invitato il conduttore Fabio Fazio “a non avere la coda di paglia”. Replica garbata ma ferma quella di Fazio: “Se vuole avercela con me non è originale. Sono responsabile di me stesso e del patto con il mio pubblico”.

Poco meno di uno screzio dunque, durane un’ospitata che segna il ritorno in grande stile del leader M5S in vista delle europee di maggio, elezioni cui tuttavia non si candiderà: “Sembrerà strano: amo la politica ma preferisco farla fuori dalle istituzioni. Non mi candiderò quindi alle Europee. Sto vedendo che si può incidere anche dal di fuori”, ha spiegato Di Battista.

Quanto alla politica, ha aggiunto che “il Referendum sul reddito di cittadinanza è il suicidio più grande che può fare un partito di destra, dico destra, come il Pd”. Poi attacca sui fondi scomparsi della Lega: “vanno restituiti perché sono soldi della collettività” dice a proposito della frode sui 49 milioni del Carroccio. Non basta. Alessandro Di Battista ha anche una sua ricetta per risolvere la questione dei migranti: core business dell’alleato Matteo Salvini. Occorre, dice, salvare i migranti in pericolo sui barconi che si muovono dalla Libia e portarli a Marsiglia perché “fino a che non si crea un incidente diplomatico con la Francia” il problema degli sbarchi “non si risolve”.

La questione, ricorda, è più ampia e la declina mettendo insieme l’esperienza fatta durante i suoi numerosi viaggi, non ultimo quello da cui è recentemente tornato in America Latina. “Se non affrontiamo il tema della sovranità monetaria in Africa non ne usciamo” dice ricordando che i paesi africani della zona subsahariana “hanno una moneta stampata dalla Francia. Fino a quando non si toglierà questa manetta nei confronti dei popoli africani possiamo parlare di porti aperti e porti chiusi senza risolvere il problema. Se non ci occupiamo delle cause resteremo nemici dell’Africa”.

Concede che sia arduo dire che sia nostra responsabilità la sorte dei migranti naufragati a 60 miglia dalla Libia ma non teme di offendere l’alleato quando accusa: “dire di aiutarli a casa loro è un’oscenità”. Per il resto conferma che resterà per la campagna elettorale al fianco di Di Maio, verso cui vede “molti invidiosi” e anche del ministro Toninelli (“è stato massacrato dal sistema mediatico, ma per me c’è la mano dei Benetton”) prima di riprendere il suo viaggio alla volta, questa volta, dell’India: un paese che lo interessa per il rapido sviluppo che sta attuando. “Bollywood è una potenza enorme. Si sono comprati l’Ilva, hanno comprato imprese britanniche: se l’Europa non si unisce – prevede – ci faranno il mazzo…”.