Alessandro Di Battista: “Non vi fidate del Pd”. Andrea Marcucci (Pd): “Conte e Di Maio lo tengano a bada”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Settembre 2019 9:30 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2019 10:11
Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista (Foto Ansa)

ROMA – “Il governo rischia di essere messo sotto scacco dalla furia di Di Battista e dall’area radicale del M5S. Consiglierei al premier Conte e al ministro Di Maio di tenere a bada i deliri di Di Battista, che sembra pronto a fare di tutto per rompere l’attuale maggioranza parlamentare. Chi nei giorni scorsi ha paventato rischi, nella realtà inesistenti, per la formazione del gruppo parlamentare Italia Viva, stia invece attento a quello che succede nel M5S”. L’altolà arriva da Andrea Marcucci, presidente dei senatori del Pd. Parole che seguono le dure accuse di Alessandro Di Battista ai dem, di cui sostiene non ci si possa fidare.

“Il Pd è ipocrita e pericoloso, non vi fidate”, ha detto Di Battista. Netta la replica del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Io mi fido del Pd perché è una forza che responsabilmente ha deciso di sostenere quest’esperienza di governo”.

Ben diverso il discorso che riguarda il neo-scissionista Matteo Renzi: “Mi hanno sorpreso i tempi, poteva esserci un’interlocuzione diretta, anche nel loro interesse, ma non è venuta meno la sostenibilità del progetto di governo”, ha sottolineato il premier parlando dal palco della festa di Articolo 1 a Roma. 

E il governo? “Sarà privo di personalismi, io lo pretenderò. Se si riesce a conservare questo spirito di squadra potremo fare belle cose per i cittadini”, sottolinea Conte. Con la Lega non ci sarà un futuro con Conte: “Il mio no a Matteo Salvini è all’infinito. Non l’ho sentito e non è necessario”. 

Del resto è lo stesso premier ad ammettere la sua vicinanza al centrosinistra. Anzi, “a un cattolicesimo democratico con cui c’è sensibilità di temi”. Per questo, le “ong non sono nemico del popolo ma controlleremo i confini”, e quella dei “porti chiusi-porti aperti è una formula riduttiva che non ho mai accettato”, sottolinea Conte che sul rapporto con l’Ue non nasconde il cambio di passo: con Salvini al governo “chiedevo cortesie personali, ora c’è un approccio sistemico, più coerente”, rimarca. Con una stella polare: “Non c’è alternativa, per l’Italia, a restare in un sistema integrato europeo”. (Fonti: Ansa, Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev)