Di Maio abbronzato. Il New York Times: c’è poco da ridere, in Usa ti licenziano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Agosto 2020 14:07 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2020 14:16
Di Maio abbronzato, la stroncatura del New York Times

Di Maio abbronzato, il New York Times lo bacchetta (dal profilo Facebook del ministro)

Negli Usa dilaniati dalla recrudescenza dei conflitti razziali c’è poco da scherzare sulle eventuali abbronzature di chi è investito da importanti ruoli pubblici.

Se da noi per qualche giorno è diventato virale sui social network l’immagine del Di Maio abbronzato, il New York Times ha speso un articolo sul tema (“Italy Foreign Minister Shares Blackface Images of His Summer Tan”). 

Criticando il Ministro degli Esteri e ricordandogli che una sua adesione entusiasta allo scherzo gli sarebbe valsa una immediata richiesta di dimissioni.

Il senso: invece di prendere le distanze dai meme che lo prendevano in giro, li ha condivisi in allegria.

Di Maio abbronzato: i meme virali, rischio “blackface

Potenza (o maledizione, poco importa) del linguaggio politicamente corretto a parte, in Usa la circostanza rinvia alla pratica del “blackface”. 

Cioè i bianchi che s’imbrattavano di nero il volto per scimmiottare gli afroamericani – a carnevale, halloween etc. Una pratica che origina dai lontani anni della schiavitù prima e della segregazione poi.

E considerata offensiva per l’implicita riproposizione degli stereotipi più triti associati al pregiudizio razziale.

“Negli Stati Uniti alcuni personaggi pubblici che sono stati sorpresi a usare il blackface sono stati costretti a dare le dimissioni o sono stati licenziati”, ricorda il New York Times.

Che ha anche chiesto una opinione al portavoce del ministro degli Esteri, che ha minimizzato l’utilizzo del meme di Di Maio-Micheal Jordan.

“Non aveva la faccia dipinta di nero, era semplicemente abbronzato”, la replica. Una giustificazione insufficiente in America.

Di Maio “venditore di cocco” fa ridere?

E del resto, al netto dell’intento satirico, non tutti i meme e non tutti i commenti erano estranei a un pregiudizio di fondo. 

Non rileva certo l’associazione Di Maio-Conti, il paragone cioè con il noto conduttore tv, famoso anche per una abbronzatura permanente. 

Ma il Di Maio “venditore di cocco”, il Di Maio “venditore di rose”, o immigrato sul barcone…

O la vignetta di Osho che sotto l’insegna “prima i ministri italiani” e con la scritta “mai gon biddì” come la mami di Via col Vento, in che direzione va? (fonte New York Times)