Di Maio appende il governo a Rousseau, candida Di Battista ministro per la Ue. Rema contro o fa solo la mossa?

di Riccardo Galli
Pubblicato il 2 Settembre 2019 13:25 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2019 13:25
Luigi Di Maio appende il governo a Rousseau, candida Di Battista ministro per la Ue. Rema contro o fa solo la mossa?

Di Maio alla fine della riunione con i vertici M5s (foto Ansa)

ROMA – Di Maio ha ufficialmente appeso il governo Conte sostenuto da M5S e Pd a…Rousseau. Decide tutto Rousseau ha voluto dire il capo politico M5S alla vigilia del voto dei cinquantamila (se va bene). Cinquantamila iscritti al massimo, cinquantamila che hanno, secondo Di Maio, l’ultima parola. L’ultima e preminente parola. Parola che conta più di quella data da Di Maio al Capo dello Stato, parola che, sostiene Di Maio, è parola del popolo.

Popolo quei cinquantamila scarsi? Perché decidono loro per milioni di elettori M5S? Che senso ha appendere tutto al voto su una piattaforma digitale? Un voto che, con tutto il rispetto, esenta il capo politico dalle responsabilità di una scelta? Perché tenere tutto in bilico, appeso appunto? Dopo che si è data assicurazione a Mattarella? Non è la prima volta che Di Maio fa la mossa da mandare tutto al diavolo, in questo è recidivo, ha già detto che o è tutto il programma M5S o “si torna al voto”. Che cosa significa quando un capo politico pone come condizione non trattabile che il Pd…si iscriva a M5S?

E poi la candidatura, la voce si voglia Alessandro Di Battista ministro niente meno che per i rapporti con la Ue? Un dito nell’occhio a Zingaretti, al Pd. Un vediamo se sopportate anche questa. In altri tempi si sarebbe detta una provocazione. Come proporre a M5S la Boschi ministro per la riforma delle banche.

Perché Di Maio fa così? Per alzare il prezzo che il Pd deve pagare, dicono. Per restare vice presidente del Consiglio: chiedere davvero tanto, minacciare rotture e ottenere di non perdere peso, ruolo e importanza, dicono. Perché a Di Maio l’idea di fare un governo col Pd non va giù. Perché Di Maio stava benissimo alleato con la Lega, perché rema contro Di Maio, rema contro per quel che può. Questo lo dicono meno ma è più reale e concreto. Non fa solo la mossa Di Maio, rema contro davvero. Anche se è remata corta e impacciata perché è remata contro Grillo e contro gruppi parlamentari M5S.

Rema contro e se sarà imbarcato nel futuro governo l’attuale viceministro sarà in cabina di pilotaggio per far sbandare, arenare, incagliare. Conte e Zingaretti avvisati, per nulla salvati.