Di Maio: cabine e urne trasparenti anti voto scambio. Così si vede chi voti e butti un sacco di soldi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 ottobre 2018 10:37 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 10:37
Luigi Di Maio: cabine e urne trasparenti anti voto scambio. Così si vede chi voti e butti un sacco di soldi

Di Maio: cabine e urne trasparenti anti voto scambio. Così si vede chi voti e butti un sacco di soldi

ROMA – Di Maio, ogni giorno la realtà supera la fantasia, ogni giorno non sai se è vero oppure se è una storiella inventata lì per lì per sorridere. Ecco l’ultima Di Maio idea, idea elezioni. Di Maio, come sempre modesto, la definisce semplicemente “fantastica”.

L’ idea, già prontamente trasformata in proposta di legge all’esame delle Camere, è di dotare i seggi, i posti dove si vota, di cabine elettorali e urne elettorali trasparenti. Avete presente come è adesso? Le cabine: si vota dietro tre pareti di compensato. Le urne: di cartone mediamente rinforzato. E invece no, basta. Da subito, basta compensato, legno e cartone già da maggio 2019, elezioni europee.

Basta con legno, compensato e cartone rinforzato perché dietro questi materiali per natura opachi l’elettore che si è venduto il suo voto o che il suo voto l’ha concordato o che il suo voto lo scambia con un favore che il candidato gli renderà può non farsi vedere. Non farsi vedere a fare cosa? Se l’elettore ha deciso di far mercato del suo voto non è che lo segnala, mette la croce che gli pare e buona notte.

Già, ma a M5S non la si fa. L’elettore che ha venduto il voto deve portare all’acquirente del suo voto la prova che davvero ha votato secondo scambio. E la prova è una foto della scheda votata che il venditore di voto porta al compratore di voto. Contro questa pratica c’è già un divieto di legge: fotografare la scheda è illecito, è reato. I telefonini non possono essere portati in cabina elettorale, vanno lasciati in momentanea custodia agli scrutatori. Lo sanno tutti, lo hanno vissuto tutti, più volte.

Già, ma a M5S non la si fa. Si sa, M5S è trasparenza, risuona in ogni loro claim. Quindi la pensata, perché M5S è astuto: se la cabina è trasparente, fatta di materiale trasparente, l’elettore che fotografa la scheda lo vedo, lo acchiappo e lo denuncio. Il che suppone un elettore oltre che propenso a vendersi il voto anche alquanto scemo nel mettere in posa la scheda e fotografarla in evidenza. E suppone anche uno scrutatore/osservatore/sentinella. A turni, sempre occhi alla cabina.

Soprattutto, questo M5S se l’è dimenticato, la cabina trasparente rende più facole beccare l’elettore che fotografa la scheda, non c’è dubbio. Ma la cabina trasparente consente di guardare, curiosare, sapere, intuire, controllare cosa si vota. Guardare, spiare, controllare, curiosare cosa si vota, liberamente si vota. La cabina trasparente fa anche e soprattutto questo di effetto. Con l’urna trasparente che le fa da sorella nel compito dello sbirciare il votato. (L’urna trasparente a che serve se vuoi controllare il voto di scambio? A nulla, il votato è votato una volta nell’urna).

E poi, ultimo ma non ultimo, il sacco di soldi inutilmente speso, anzi buttato per dotare le decine di migliaia di seggi elettorali di cabine e urne di materiale trasparente. Davvero un’idea fantastica.