Di Maio: “Governo sì, ma non a tutti i costi”. Conte riunisce capigruppo M5s e Pd

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 2 Settembre 2019 18:46 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2019 21:43
Luigi Di Maio

Luigi Di Maio intervistato da Class CNBC (Foto ANSA)

ROMA – Il governo M5s-Pd prende forma. O almeno, così sembra ma il leader politico a 5 stelle Luigi Di Maio il 2 settembre frena e invoca la decisione a Rousseau. Saranno i cittadini, per Di Maio, a decidere se il governo si farà o meno. Intanto però Giuseppe Conte, pronto al bis, nel pomeriggio di lunedì si riunisce coi capigruppo M5s e Pd a Palazzo Chigi.

In una intervista a Class Cnbc, Di Maio spiega: “Governo sì, ma non a tutti i costi. Se nasce un Conte bis, nasce  perché abbiamo nel programma di governo i temi che interessano alle persone, e non dobbiamo assolutamente approssimarli o annacquarli. Devono essere obiettivi ben precisi. Si vuole il taglio dei parlamentari, sì o no? Si vogliono revocare le concessioni autostradali a quei concessionari che hanno fatto crollare il ponte Morandi? Si vuole a livello europeo chiedere maggiore spazio di bilancio per dare alle famiglie gli aiuti che servono a fare più figli? Queste sono le cose che mi interessano”.

Il leader di M5s non risparmia nemmeno l’ex alleato di governo Matteo Salvini: “In questi giorni mi aveva proposto di fare il presidente del Consiglio per provare a ricucire e quindi a creare di nuovo un’alleanza Movimento 5 Stelle-Lega. Io credo che Giuseppe Conte sia il presidente del Consiglio migliore che l’Italia possa avere in questo momento, e penso anche che la Lega ha avuto la sua occasione per governare con noi, di governare questo Paese, e ha deciso di sprecare un’occasione storica, quindi per quanto mi riguarda adesso io guardo avanti, e guardo a quello che può essere un governo nel quale, se saranno rispettati i temi e i programmi possiamo fare buone cose per l’Italia”.

Per Di Maio si può andare a elezioni in qualsiasi momento, ma la scelta di far cadere il governo ora è perché la Lega si è resa conto che non poteva mantenere le promesse fatte agli elettori: “Queste sono persone, sono partiti, che avevano promesso, come la Lega, una flat tax da 30 o 40 miliardi, e quando hanno scoperto che non avevano i soldi hanno fatto cadere il governo per rimandare questa cosa. Il voto è sempre una grande espressione di democrazia, ma non può essere lo strumento per scappare dagli impegni presi con i cittadini. Noi non scappiamo dagli impegni presi con i cittadini”.

Il dialogo insomma resta aperto con il Pd, con il premier incaricato Conte che nel pomeriggio ha incontrato i capigruppo dei due partiti. Per Di Maio “Conte garantisce continuità, ed è quello che chiedono gli investitori, e il mondo economico internazionale. da questo punto di vista io credo che il fatto di aver garantito che Conte fosse di nuovo premier permette di dare continuità alle Borse, agli investitori e quindi permette di essere come Italia non più il Paese che cambia presidente del Consiglio ogni 15 mesi”.