Di Maio snobba Grasso e sogna Salvini: ecco perché il patto M5s-Lega salterà

di Ama La Sunta
Pubblicato il 5 febbraio 2018 11:30 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 11:30
Luigi Di Maio snobba Pietro Grasso e punta al patto con la Lega di Salvini

Di Maio snobba Grasso e sogna Salvini: ecco perché il patto M5s-Lega salterà

ROMA – Il candidato Premier del Movimento Cinque Stelle, Pietro Grasso non lo vuole proprio, lo considera inutile.

Ilaria Lombardo su La Stampa racconta i retroscena e le strategie future di Luigi Di Maio e del suo entourage. L’immagine è quella di un candidato sommerso dai sondaggi che cerca di farsi i conti in casa con le percentuali per capire con chi cercare di trovare la quadra per una utile alleanza.

“Dobbiamo essere pronti a tutto -dice Di Maio ai suoi- e so che per noi sarebbe più facile allearci con Liberi e Uguali ma li avete visti i sondaggi? Li danno al 6%. Con un M5S al 30% la convergenza di Leu non basterebbe, perché serve il 40% per avere una maggioranza”.

Senza troppi fronzoli il candidato 5 stelle bolla Grasso, pur sempre Presidente del Senato uscente, come inutile agli obiettivi che si prefiggono i pentastellati. Dopo aver scaricato la seconda carica dello Stato si indirizza verso l’ipotesi più praticabile, quella cioè di un accordo con la Lega di Matteo Salvini. “Sono i numeri che ci costringono” dice ai suoi Di Maio, che difficilmente comprendono questa ipotesi e vedrebbero più naturale per la storia grillina una convergenza con Grasso.

Tutto questo avviene mentre Beppe Grillo, dopo aver annunciato la separazione del suo blog dal M5S dice che “anche quando sai che non ci sono i numeri, sai che è un’impresa impossibile, riuscire ad andare avanti è essere coraggiosi”. Un ideale di cui il Movimento non se ne puó più fare nulla, i grillini si trovano a dover fare i conti con la realtà dopo aver vissuto in questi anni di programmi irrealizzabili e campati in aria. Ed il primo che deve far tornare questi conti è proprio Luigi Di Maio che con quella che ha sempre definito “kasta” ci si deve mettere al tavolo.

Per cercare di placare i malumori interni Di Maio garantisce ai suoi che sarà una alleanza a breve termine “un governo di scopo per realizzare pochi punti importanti per l’Italia”. Al Nord il M5S, come nessun altro partito d’altronde, sarà in grado di scalfire lo strapotere Leghista, o grillini a contrario possono mettere sul tavolo la forza che il Movimento può vantare in Sicilia e Sardegna.

Di Maio per convincere Salvini punta ai problemi interni al centrodestra. Se Berlusconi dovesse prendere anche solo un voto più della Lega, Salvini verrebbe ridimensionato notevolmente, se dovesse essere invece la Lega a spuntarla Berlusconi potrebbe cercare di imporre veti.

Tra le file di Forza Italia qualcuno addirittura parla di un accordo già scritto col PD per un governo di larghe intese, perché Berlusconi non sembra molto intenzionato dopo le elezioni a “dover discutere e gestire ogni giorno i capricci di Salvini e Meloni”.

Secondo Di Maio sarebbe interesse del leader leghista cercare un’intesa con il M5S, “piuttosto che con un Berlusconi che va in Europa a dare rassicurazioni sulla subalternità dell’alleato nel futuro governo”.

Certo alcuni punti del programma in comune ci sono: la no-tax area, le 10 mila assunzioni nelle forze dell‘ordine, la cancellazione della Fornero sulle pensioni e lo stop al business dell’immigrazione…ma su una cosa il Movimento 5 Stelle non è disposto a trattare. Il presidente Mattarella dovrà dare l’incarico o all’uno o all’altro. Entrambi lo vogliono e non sembrano disposti a cedere.

Proprio su questo punto molto probabilmente Salvini farà fare a Di Maio la stessa fine che il grillino ha riservato a Grasso, snobbato e abbandonato.