Luigi Di Maio, “oggi liquido l’azienda, devo occuparmi del Paese”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 dicembre 2018 12:16 | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2018 12:16
Luigi Di Maio, "oggi liquido l'azienda, devo occuparmi del Paese"

Luigi Di Maio, “oggi liquido l’azienda, devo occuparmi del Paese”

ROMA – Di Maio ha annunciato la messa in liquidazione della piccola impresa di famiglia, la cui gestione più che disinvolta in fatto di regole e contratti da parte del padre si è trasformata in motivo di polemica politica e di credibilità per un ministro del Lavoro coinvolto, almeno a livello familiare, in una situazione di sfruttamento del lavoro nero. 

“L’attività imprenditoriale della Srl è cessata da oltre un anno e oggi la stessa verrà posta in liquidazione. Poiché ho già dichiarato di non essermi mai occupato di fatti di gestione, di essere stato operaio della ditta di mia madre per soli 4 mesi, e di aver aperto il cancello del deposito di mio padre qualche volta e niente più, non potendomi ora occupare del controllo di legalità e della revisione contabile postumi delle aziende di famiglia, io direi di finirla qui perché devo occuparmi dei problemi del Paese”.

Queste le parole del vicepremier e ministro del Lavoro in un’intervista al Fatto Quotidiano. In merito alle cartelle esattoriali di Equitalia, “a mia precisa domanda, mio padre ha risposto che non aderirà alla rottamazione” prevista dalla pace fiscale, e che “non ha aderito alla rottamazione prevista nel 2015/2016”, dichiara Di Maio.

“Non so se alcune cartelle si estingueranno (quelle sotto i mille euro, ndr), ma resta il fatto che su un debito di circa 180.000 euro questo non migliorerebbe in maniera significativa la situazione di mio padre”. Di Maio assicura che nel 2014, quando ha deciso di occuparsi della ditta di famiglia, non sapeva “assolutamente” del debito di suo padre con Equitalia.

“Mio padre l’ha tenuto nascosto a noi figli. E questo lo ha già detto”. In merito all’esistenza di debiti della madre, Paolina Esposito, con l’Agenzia delle Entrate quando gli ha ceduto l’azienda, “non lo so, se ne è occupato il commercialista. Io all’epoca ho solo accettato la donazione di mia madre”, conclude il capo politico del M5S.