Di Maio ammette: 8 imbrogliavano. E con Dessì e Vitiello fanno 10. Almeno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2018 11:00 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2018 11:56
Di Maio ammette: 8 imbrogliavano. E con Dessì e Vitiello...

Di Maio ammette: 8 imbrogliavano. E con Dessì e Vitiello fanno 10. Almeno…

ROMA – Otto hanno imbrogliato sui bonifici, lo ha confermato anche Di Maio. Uno, Dessì, pagava 7 euro al mese di affitto in una casa popolare. Un altro, Vitiello, era un massone, incandidabile quindi, come dice il codice etico M5S. Otto, più Dessì, più Vitiello: in totale fanno dieci. Dieci mele marce, sempre per utilizzare un termine tanto caro allo stesso Di Maio. Dieci almeno, perché il sospetto che a cancellare i bonifici per tenersi i soldi dei rimborsi siano stati molti di più di 8 è davvero alto.

Di Maio, dopo le dovute verifiche ha detto-elencato: “Chi non ha mantenuto le promesse si autoesclude dal M5S. Dalle verifiche che abbiamo fatto Ivan Della Valle non avrebbe donato per circa 270mila euro, Girolamo Pisano non avrebbe donato per circa 200mila, Maurizio Buccarella per 137mila euro, Carlo Martelli non dovrebbe aver donato circa 81mila euro, Elisa Bulgarelli non ha donato 43mila euro, Andrea Cecconi per circa 28mila, Silvia Benedetti per circa 23mila, Emanuele Cozzolino per circa 13mila euro”.

Di Maio ha spiegato poi che tra i parlamentari citati, Ivan della Valle “non ci ha dato l’autorizzazione” richiesta per avere accesso agli atti così come Girolamo Pisano e Carlo Martelli. Il calcolo dell’ammanco che corrisponde a circa 800 mila euro deriva da “un incrocio di dati”. Maurizio Buccarella invece “ci ha autorizzato” e così Elisa Bulgarelli. Nessuna precisazione sull’autorizzazione viene invece fatta dal leader M5s per quanto riguarda Andrea Cecconi, Silvia Benedetti ed Emanuele Cozzoliono. Da Di Maio non arriva invece nessun riferimento alla situazione della deputata Giulia Sarti.