Di Maio, piano b: accordo con la Lega per governo corto e di nessuno. Poi elezioni tra un anno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 marzo 2018 11:46 | Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2018 11:49
Di Maio, piano b: accordo con la Lega per governo corto e di nessuno. Poi elezioni tra un anno

Di Maio, piano b: accordo con la Lega per governo corto e di nessuno. Poi elezioni tra un anno

ROMA – Due indizi per un governo, di breve respiro, il più possibile anonimo, a trazione leghista-grillina: il Pd ha detto ufficialmente no a ogni idea di accordo di governo con i Cinque Stelle frustrando le residue speranze di Di Maio e costringendolo a guardare alla Lega; Matteo Salvini a sua volta ha chiuso a ogni ipotesi di desistenza con gli stessi democratici non escludendo future intese con i grillini.

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Se l’esito del voto ha consegnato una vittoria elettorale indiscutibile a M5S e Lega, la mancata assegnazione del premio di maggioranza (nessuno è arrivato al 40%) ha anche certificato l’impasse di un sistema tripolare: in questo senso la direzione Pd di ieri segna un punto di svolta, costringendo i due vincitori a fare i conti con i numeri e modificare le ambizioni di governo sbandierate in pubblico.

Alla chiusura della direzione dem, Di Maio irrompe furioso su Twitter: «Gli italiani si aspettano responsabilità da chi ha fatto questa legge elettorale, ma assistiamo ai soliti giochi di potere sulla pelle dei cittadini». Citando il Rosatellum come causa della palude, lascia una traccia che porta dritto al dialogo aperto con la Lega. Poche ore prima era stato Luca Zaia, governatore del Veneto, leghista, a sostenere come unica alternativa a un esecutivo guidato dal capo del Carroccio, «un governo politico a tempo per fare la legge elettorale e andare a votare». (Ilario Lombardo, La Stampa)

A condizioni ben precise e molto circoscritte, Di Maio darà il via libera a un governo a scadenza fissata, senza un ministro riconducibile né al Movimento né ad altri partiti, con la Lega socio di maggioranza per non offrirgli il vantaggio di non essere identificabile con quell’esecutivo quando si torna a votare. Appoggio esterno, questo il sentiero istituzionale che i due leader intendono percorrere per non dilapidare il tesoro elettorale del voto di protesta.

Salvini: “Mai con Renzi e Boschi. M5S? Chi vivrà vedrà”. Con il M5S “i programmi sono molto diversi, ha vinto la coalizione di centrodestra, non è autosufficiente alla Camera e al Senato, ma sicuramente non posso allearmi con chi ha male governato negli ultimi anni, quindi ipotesi di governi che prevedano Renzi e Boschi o Gentiloni sono inimmaginabili”. Così Matteo Salvini alla domanda dei giornalisti su un eventuale governo con il M5S. “Nostro obiettivo è quello di un governo di centrodestra, con un programma di centrodestra, e poi chi vivrà vedrà”, ha precisato.

 

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