Di Maio giornalista pubblicista, arriva la censura dell’Ordine: “Atti a consiglio di disciplina”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 novembre 2018 9:49 | Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2018 9:49
Di Maio giornalista pubblicista, arriva la censura dell'Ordine: "Atti a consiglio di disciplina"

Di Maio giornalista pubblicista, arriva la censura dell’Ordine: “Atti a consiglio di disciplina”

ROMA – Il nervosismo di M5s dopo l’assoluzione di Virginia Raggi, tradottosi negli insulti di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista contro i cronisti, non sembra venir meno a giudicare dalle nuove minacce al mondo dell’editoria: il sottosegretario Manlio Di Stefano parla di abrogazione dei fondi pubblici, mentre il ministro Alfonso Bonafede annuncia nuove leggi sulla proprietà dei giornali. I giornalisti, con le loro istituzioni sindacali e ordinistiche reagiscono, incassando anche la solidarietà delle opposizioni.

Ordine Giornalisti Campania su Di Maio: atti a consiglio disciplina. “In relazione alle affermazioni del vicepremier e ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine della Campania, rilasciate in seguito all’assoluzione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, l’Ordine della Campania – dice il presidente, Ottavio Lucarelli – seguirà le procedure previste dalla normativa vigente”. Pertanto anche “dopo le numerose segnalazioni giunte gli atti saranno trasmessi al Consiglio disciplina regionale, così come previsto dalle norme”.

Presidente Odg: “Di Maio si dimetta dall’ordine”. “Mentre, nel rispetto delle istituzioni, immaginando che il ministro Di Maio non abbia tempo per passare dagli uffici dell’Ordine e ritirare il modulo per le dimissioni, mi metto a disposizione per consegnarglielo io personalmente, da cittadino gli chiedo di capire che chi pronuncia parole come quelle da lui ieri proferite è incompatibile col ruolo di ministro”.

E’ un passaggio dell’intervento – pubblicato sul sito di Articolo 21 – con cui il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna, torna oggi sugli attacchi del vicepremier ai giornalisti dopo l’assoluzione della sindaca di Roma Virginia Raggi. “Se magari si è pentito – aggiunge Verna – lo aspetto nella sede dell’Ordine per ricevere scuse per i cittadini che hanno il diritto di essere correttamente informati e per i giornalisti. Intanto per non lasciare la reazione solo alle parole, insieme alla Fnsi ci prepariamo a una mobilitazione in varie piazze, che con Lo Russo e Giulietti stiamo mettendo a punto”.

“Di Di Battista – dice ancora il presidente dell’Ordine, che cita le parole del presidente Mattarella in difesa della libertà di stampa – non ci occupiamo: è solo uno dei tanti che insulta, senza alcun ruolo istituzionale, colpisce però come dopo il post di Grillo da molto lontano abbia fatto a gara con il vicepremier a chi riusciva ad essere più offensivo. Parole così di odio sono pericolose, chi le pronuncia si assume responsabilità pesanti qualora qualche squilibrato dovesse prendere di mira un giornalista, attentando alla sua incolumità”.

Per Verna, non c’è “nulla di corporativo in quel che scrivo”. E cita la recente pronuncia del tribunale di Milano “con la quale è stata confermata la censura al direttore di Libero, Pietro Senaldi con condanna per responsabilità aggravata per la ‘pedestre’ resistenza in giudizio in base all’art.96 del codice di procedura civile. La comunità dei giornalisti ha fatto il proprio dovere verso chi proprio nei confronti di Virginia Raggi non era stato nelle regole non rispettando i limiti di continenza. Senaldi naturalmente avrà a disposizione altri gradi di giudizio. Ma intanto il primo verdetto della giustizia ordinaria è di promozione dei nostri consigli di disciplina. La censura si riferisce a un titolo che fece molto discutere riferito alla sindaca: “Patata bollente” . Altro che sciacalli, i giornalisti sono quelli delle regole e della luce perché, come scrivono i colleghi del Washington Post nel loro sottotitolo, la democrazia muore nell’oscurità. E noi non lo consentiremo”.