Di Maio-Salvini: le Camere una a me l’altra a te. Governo M5S-Lega: l’appetito vien mangiando

di Lucio Fero
Pubblicato il 16 marzo 2018 10:24 | Ultimo aggiornamento: 16 marzo 2018 10:48
Elezioni 2018. Di Maio-Salvini: le Camere una a me l'altra a te. Governo M5S-Lega: l'appetito vien mangiando

Di Maio-Salvini: le Camere una a me l’altra a te. Governo M5S-Lega: l’appetito vien mangiando

ROMA – Di Maio-Salvini: le Camere una a me l’altra a te. Accordo praticamente fatto per le presidenze di Camera e Senato.

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Mancano solo i nomi ma una presidenza andrà a M5S e l’altra alla Lega. Mugugna Forza Italia, prende atto il Pd. I due vincitori delle elezioni, appunto M5S e Lega, hanno voluto e deciso. Insieme.

Ed è più di un aperitivo. La presidenza delle Camere una a me e l’altra a te tra M5S e Lega è già un sedersi a tavola e sfogliare il menù di un governo. Insieme. Per un governo M5S-Lega l’appetito verrà appunto mangiando. L’unico vero ostacolo al momento è la concreta possibilità che Berlusconi si alzi dal tavolo. Anzi, a dire il vero un altro problemino per il governo M5S-Lega c’è: manca un leader, un premier. Ma non ce ne sono addirittura due, Luigi Di Maio e Matteo Salvini? Certo, ma per fare un governo insieme M5S e Lega ne dovrebbero trovare un terzo che fa il presidente del Consiglio perché se lo fa Di Maio, allora Salvini fa la figura del subordinato e viceversa.

Problemi non da poco quello di Berlusconi che si alza da tavola e non partecipa alla maggioranza che sostiene eventuale governo M5S-Lega. E quello quindi del Destra-Centro che si spacca. E quello di trovare un premier per un governo così. Problemi non da poco. Ma…l’appetito viene mangiando.

Molto spinge verso un governo M5S-Lega. Prima di tutto i numeri in Parlamento. Li hanno per fare maggioranza. Poi la manifesta e chiara e netta volontà popolare perché governino forze che finora sono state o si sono presentate come anti sistema. Il voto dice che l’area di governo votata, l’area di governabilità indicata dal popolo sovrano è quella: l’area tra M5S e Lega. Quindi le affinità, o almeno le conciliabilità, di intenzioni (parlare di programmi è risibile perché i programmi di entrambi sono manifesti elettorali e non programmi di governo).

Conciliabile, molto conciliabile tra M5S e Lega è la voglia di aumentare spesa pubblica e assistenza pubblica facendolo a deficit e a debito. E questa è la sostanza delle intenzioni di entrambi e questo sarebbe il segno chiaro del loro eventuale governo. Basta e avanza per farlo. Che poi avvenga sotto forma di mutilazione delle legge Fornero sulle pensioni o sotto forma di reddito di cittadinanza a otto/nove milioni di italiani o sotto forma di flat tax (la forma più improbabile) importa relativamente poco. Come poco importa se le fantasmagoriche coperture finanziarie per fare tutto questo vengano da immaginari e immaginifici tagli agli sprechi delle caste o dallo stampare euro di fatto a dispetto della Ue e altri europei (far deficit a piacimento è in regime di moneta unica di fatto stampare moneta).

Conciliabili sono conciliabili M5S e Lega. E sono quindi iniziati i conciliaboli. Anche abbastanza espliciti ad onor del vero. Certo, in entrambi una remora c’è. Un’esitazione, quasi una vertigine. L’essenza, la forma di vita di entrambe queste forze politiche è…la campagna elettorale. Un po’ tutta la politica (e la comunicazione politica) da molti anni vive in una eterna campagna elettorale. L’habitat ha forgiato per via di evoluzione una sorta di specie politica appunto specializzata. In campagna elettorale. Non si nitre d’altro, togli a questa specie la campagna elettorale (e i succedanei della propaganda eterna) e questa specie boccheggia, deperisce.

In perfetta assonanza con l’eterno presente in cui vive prigioniero il cittadino (sì, insomma la gente) nel suo piccolo la politica italiana di sistema e anti sistema con poche eccezioni vive e respira in una campagna elettorale eterna e permanente. Diciamo più francamente: non sanno far altro. Anche perché appena accennano, provano a fare altro, cioè governare, allora perdono consenso e la gente, la pubblica opinione, la comunicazione tutti insieme li puniscono per il grave peccato di governare davvero. In questo habitat, il nostro habitat socio-economico-culturale, la specie che governa muore, quella che fa campagna elettorale vive. E M5S e Lega sono i meglio adattati all’habitat.

Ecco dunque la remora, l’esitazione, la vertigine. Governare davvero? M5S e Lega sembra stiano risolvendo e appianando anche questo. S’avanza l’ipotesi di governare per…andare a votare. Cominciano a raccontarsela così: facciamo un governo insieme, per un po’, mica tanto. E per fare una nuova legge elettorale che dia un premio in seggi bello grosso a chi arriva primo. Poi ri-andiamo a votare e vediamo chi se lo becca il premio. Tra una cosa e l’altra, un altro annetto di campagna elettorale assicurata. Stare al governo non muta né cancella l’habitat, nutrimento da campagna elettorale assicurato.

E nell’eterna campagna elettorale M5S si mangerebbe quel che non ancora non si è mangiato del Pd. Se si tratta della cosiddetta gauche, non c’è problema. Si è già offerta tutta a M5S, in fretta e già con devozione (leggere Paolo Mieli sul Corriere della Sera). Uno spettacolo…imbarazzante. La sinistra intellettuale e professorale che saluta il benefico avvento di una cultura finalmente anti moderna. La sinistra che seppe essere comunista e socialista che si fa chierichetto e turibolo dell’individuo puro all’origine e corrotto dalla civilizzazione (Rousseau). Uno spettacolo penoso. Ma la cosiddetta gauche non si fa problema, anzi fa festa e ressa sotto il portone M5S.

Se si tratta invece della sinistra riformista, allora la grand bouffe di tutte le sinistre che M5S farebbe alle prossime ravvicinate elezioni-bis non è poi calcolo così sicuro come viene…propagandato.

E la Lega? La Lega alle prossime elezioni bis si mangerebbe tutta Forza Italia. Quindi tutta la destra italiana convergerebbe su una linea e identità Le Pen-Orban e non ci sarebbe nulla al centro tra Salvini e Di Maio. I due highlander, uno dei due, solo uno dei due sopravviverà alle prossime elezioni bis. Bel programma, forse l’unico concreto e applicabile programma di governo per un governo M5S-Lega.

A proposito, il premio grande in seggi per chi prende più voti era nell’Italicum di Renzi. Ma allora Salvini e Di Maio (e Bersani e tutta la gauche) dissero che era prepotenza, dittatura, Costituzione piegata e piegata…Ora il premio grande in seggi in Parlamento a chi arriva primo alle elezioni è ambrosia, nettare, panacea. Ma chi se lo ricorda più quel che si diceva e faceva ieri? Eterno presente è il nostro habitat ed eterna campagna elettorale ne consegue.

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