Di Maio-Salvini, patto delle tagliatelle a cena: offre Conte. “Bocciatura Ue certa, ma compatti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 ottobre 2018 1:26 | Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2018 1:29
Di Maio-Salvini, patto delle tagliatelle a cena: offre Conte. "Bocciatura Ue certa, ma compatti"

Di Maio-Salvini, patto delle tagliatelle a cena: offre Conte. “Bocciatura Ue certa, ma compatti”

ROMA – Lo hanno già ribattezzato il “patto delle tagliatelle”: è bastata una cena durata oltre un’ora e mezza a schiarire le nubi tra gli alleati di governo Di Maio e Salvini. A tavola per fare da paciere tra i suoi due vice e pagare il conto c’era il premier Giuseppe Conte. 

I tre si sono visti in un ristorante in centro a Roma, in vista della “bocciatura pressoché certa” della manovra da parte di Bruxelles. Come attestato dallo stesso Salvini, l’unico a parlare al termine della cena derubricando a battuta le tensioni delle ultime ore: “A tavola non c’era alcuna manina”, ha detto.

E aggiunge: “Se uno è convinto di quello che fa, come noi, va avanti. Cambiare quota 100 e reddito di cittadinanza? No. Ognuno fa le sue scelte, l’Ue farà le sue e noi le nostre. Ma non vedo perché l’Ue dovrebbe bocciare una manovra con 15 miliardi di investimenti”. Per il ministro dell’Interno, anzi, “le stime del Pil sono inferiori a quel che sarà”.

Di certo, la cena a tre – non a caso avvenuta senza intermediari, portavoce e sottosegretari – è servita per tentare di dirimere alcuni nodi chiave dell’alleanza a cominciare da dl sicurezza. Con effetti apparentemente positivi. “C’è un clima costruttivo, avanti compatti. Capita a tutti di arrabbiarsi quando uno si sente ingiustamente tirato in ballo ma l’incazzatura passa e non ho mai smesso di fidarmi di Conte e Di Maio”, spiega Salvini che esce da un lato, quello che va verso la sua residenza a Roma.

Di Maio e Conte escono dal lato opposto, avviandosi verso Palazzo Chigi a piedi e non rispondendo ad alcuna domanda dei cronisti. “Avevamo fame, questo lo posso dire”, si limita a dire il premier. Ed è stato proprio Conte a offrire la cena che ha dato vita al “patto delle tagliatelle” per puntare la maggioranza d’autunno. Un patto che ha in pancia anche il nodo delle nomine, dalla Consob ai servizi fino alla Rai, con Tg1 e seconda Rete che viaggiano verso quota M5S e la direzione di Raiuno e quella del Tg2 che dovrebbero andare in capo alla Lega.

Degli attriti relativi al decreto fiscale, apparentemente, non c’è traccia. “Ma vi pare che parliamo di articolo 9 quando si mangiano tagliatelle?”, tronca Salvini.