Di Maio: “Forze dell’ordine non possono avere ministro indagato”. Era il 2016, era Alfano…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 agosto 2018 13:19 | Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2018 13:19
Di Maio: "Forze dell’ordine non possono avere ministro indagato". Era il 2016, era Alfano…

Di Maio: “Forze dell’ordine non possono avere ministro indagato”. Era il 2016, era Alfano…

ROMA – “Le nostre forze dell’ordine non possono avere i loro massimi vertici istituzionali indagati. Che credibilità avranno i nostri uomini in divisa quando dovranno far rispettare la legge? Si dimettano in 5 minuti o vada a casa tutto il Governo!”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Lo dice il vicepremier Luigi di Maio. O meglio, lo diceva… Era il 2016 e parlava dell’allora ministro degli Interni Angelino Alfano, anche lui indagato, come oggi Salvini, attuale capo del Viminale (per il caso della nave Diciotti).

Ma oggi le parole di Di Maio sono di altra caratura. Eccole: “Il ministro Salvini vada avanti perché non ha violato il codice etico del contratto e dei Cinque stelle. Il Governo si assume la responsabilità politica delle scelte fatte sul caso della nave Diciotti ma c’è “pieno rispetto” per l’azione della magistratura per cui non dobbiamo “attaccare” i pm che indagano”.

“Il ministro Salvini è indagato e credo che – ha spiegato ancora Di Maio su Fb – sia un atto dovuto in quanto ministro dell’Interno, in quanto titolare delle decisioni in quella materia. Come ci si comporta in questi casi? C’è il codice etico dei ministri nel nostro contratto e secondo il codice etico dei ministri e del Movimento 5s il ministro deve continuare a fare il ministro. E’ nostro dovere attuare il programma elettorale ma è anche diritto-dovere della magistratura portare avanti i procedimenti giudiziari. Quindi – ha aggiunto – pieno rispetto per la magistratura e non facciamo ripiombare questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità come governo coscienti del fatto che abbiamo fatto l’interesse nazionale e ci difenderemo per le decisioni che abbiamo preso ma non per questo adesso dobbiamo cominciare ad attaccare i pm che portano avanti il loro lavoro. Non possiamo applaudire a quei pm che arrestano un mafioso e poi a uno stesso pm porta avanti un’inchiesta diciamo che non va bene. Noi abbiamo sempre detto che le istituzioni vano rispettate”. Trovate qualche differenza?