Di Maio dice e non dice: “Tav va ridiscussa. Tap, ascoltiamo i cittadini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 luglio 2018 8:55 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2018 8:55
Di Maio dice e non dice: "Tav va ridiscussa. Tap, ascoltiamo i cittadini"

Di Maio dice e non dice: “Tav va ridiscussa. Tap, ascoltiamo i cittadini”

ROMA – Tav e Tap sono “opere non in correlazione”: “la Tav è nel contratto di governo e c’è scritto che va ridiscussa e il ministro Toninelli a breve incontrerà il suo omologo francese proprio per ripensare un progetto ideato 30 anni fa e non ci sono penali in caso di revisione. Mentre sul Tap, bisogna ascoltare le comunità”. Il vicepremier Luigi Di Maio, intervistato dal Corriere della Sera, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] chiarisce la posizione sulle due opere. Sul gasdotto in Puglia, “dico che bisogna parlare con il sindaco di Melendugno e con i cittadini”.

Ribatte alle polemiche sulle nomine: “Diciamo no ai raccomandati nella Rai e nella pubblica amministrazione e largo alla meritocrazia. Quanto a Palermo di Cdp si è meritato la nomina per quanto ha fatto in Cdp, per le sue capacità. Ma come si fa a dire che sono persone mie o di Salvini?”.

Sulle proposte fiscali, flat tax e reddito di cittadinanza, “ancora li dobbiamo conoscere i vincoli di bilancio. Ma deve essere chiaro che reddito di cittadinanza e flat tax insieme all’ abolizione della legge Fornero sono emergenze sociali. Si devono realizzare”, “prima possibile, anzi, subito”.

Sul decreto Dignità conferma che al momento non è sua intenzione chiedere la fiducia: “Abbiamo favorito il dibattito in Commissione e se lo spirito rimarrà questo, quello di un dibattito franco senza ostruzionismo tra visioni opposte, non vedo perché mettere la fiducia. Certo, se poi spuntano 2000 emendamenti voluti dalle lobby del gioco d’azzardo, cambia tutto. Ma non credo”. E risponde alle critiche degli imprenditori: “Le imprese sono spaventate da una campagna di fake news. A loro voglio dire di aspettare il testo finale prima di giudicare”.