Di Maio, pressing su Tria: “Non chiedo dimissioni, ma trovi i soldi per gli italiani”

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Pubblicato il 18 settembre 2018 17:49 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2018 9:12
Di Maio, pressing su Tria: "Non chiedo dimissioni, ma pretendo trovi i soldi per gli italiani"

Di Maio, pressing su Tria: “Non chiedo dimissioni, ma pretendo trovi i soldi per gli italiani” (foto Ansa)

ROMA – Il vicepremier M5S, Luigi Di Maio, in pressing sul ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sulla manovra: “Nessuno ha chiesto le dimissioni del ministro Tria, ma pretendo che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà. Gli italiani in difficoltà non possono più aspettare, lo Stato non li può più lasciare soli e un ministro serio i soldi li deve trovare”, ha detto all’Ansa il leader M5s prima di partire per la sua missione in Cina.

“Lo Stato è già in ritardo di 20 anni, ci sono famiglie italiane con figli in momentanea difficoltà, giovani senza lavoro, pensionati che con 500 euro non mangiano. Iniziamo a dare i soldi a loro. Poi semmai ci porremo il problema che non ci sono i soldi per dare stipendi a chi guadagna centinaia di migliaia di euro”, ha detto all’Ansa Di Maio, all’indomani del vertice sulla manovra a cui hanno preso parte il ministro Alfonso Bonafede, i sottosegretari Vincenzo Spadafora e Stefano Buffagni, i capigruppo alla Camera e al Senato Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli e alcuni altri parlamentari.

Il governo deve “recuperare un 30% di investimenti pubblici venuti meno negli ultimi anni”, aveva affermato il ministro dell’Economia al Forum Blooomberg di Milano, spiegando che “gli investimenti pubblici debbono tornare ad essere il 3% del Pil nel breve termine”. Secondo Tria, “bisogna andare oltre la flat tax riducendo il carico fiscale sulla classe media. Siamo ad uno studio molto avanzato – ha spiegato Tria – che ridurrà il carico fiscale sulla classe media mantenendo il budget gestibile”.

Ospite ad Agorà Rai Tre, Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, ha confermato che l’Iva non si tocca. “Si, perché per Tria, secondo lui, sono teorie rispettabili, alzando l’Iva e abbassando altre tasse alla fine il risultato è che si stia meglio. Magari ha ragione, non lo so. Però noi nel contratto di governo abbiamo scritto chiaramente che l’Iva non aumenta. Io penso – argomenta – che i cittadini non gradirebbero affatto vedere come prima misura alzare l’Iva, che impatta in maniera abbastanza pesante sulla vita di tutti i cittadini e anche sui consumi di base. Per cui l’Iva non si tocca”.