Governo, Di Pietro: “Per la fiducia è una compravendita di maiali”

Pubblicato il 26 Novembre 2010 12:16 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 12:16

Antonio Di Pietro

In vista del voto di fiducia prevista per il 14 dicembre ”in Parlamento c’è una compravendita di maiali”. Ne è  Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, intervenuto a ”24 Mattino” su Radio 24.

Alla domanda su quanti parlamentari anteporrebbero la voglia di ottenere il vitalizio alla possibilità di andare alle urne Di Pietro ha risposto: ”Il 99%. Ma non è una buona ragione per umiliare e offendere gli italiani. Noi chiediamo di tornare alle urne. Il 14 dicembre ci saranno due voti in più o due voti in meno a seconda di chi riuscirà a comprare nella notte i peones di turno. Chiunque vinca, avremo un Parlamento con un ricatto continuo, una compravendita di maiali. Il calciomercato al confronto è una cosa nobile, questo è il mercato delle vacche”.

Di Pietro poi ha parlato delle manifestazioni in tutta Italia contro la riforma dell’Universita’: ”E’ semplicistico dire che i manifestanti occupano. Non sono delinquenti, ma cittadini italiani, studenti, insegnanti, precari, ricercatori, categorie che sono il futuro del Paese che segnalano all’opinione pubblica di non farsi infinocchiare dall’informazione di regime che vuol far credere che questa sia una riforma. Mentre è una deformazione della cultura, dell’Università e della ricerca”.

E a chi dice che sono minoranze rumorose Di Pietro replica: ”Lo diceva pure Mussolini chiuso nel suo bunker. Lo diceva anche il portavoce di Saddam che durante la guerra parlava di scaramucce. Dove stanno le masse di persone che inneggiano alla riforma? Da nessuna parte, se non quattro gatti al ministero”. Di Pietro replica anche al ministro Gelmini che oggi sul Corriere della Sera apre a un emendamento dell’Idv che vieta l’assunzione di parenti fino al terzo grado in Università: ”Vedremo come apre, se a parole o coi fatti – dice il leader Idv -. Ma se mi danno lo zuccherino e mi fregano il sangue non mi fanno contento. E’ come la storia di chi organizza dieci rapine e poi ne fa solo cinque”.