Di Pietro, Bersani, i “viola”: strateghi delle testate contro il muro

Pubblicato il 23 Settembre 2011 14:23 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2011 14:23

ROMA – Gli strateghi della testa…sbattuta contro il muro. E’ stato Antonio Di Pietro a chiedere il voto segreto della Camera su Marco Milanese e per giorni è andato dicendo che così, grazie a questa strategica trovata, Berlusconi cadeva perché alcuni del Pdl gli votavano contro coperti dal voto segreto. E’ stato Pier Luigi Bersani a dare a Di Pietro le firme di parlamentari che all’Idv mancavano in numero sufficiente per ottenere appunto il voto segreto. Di più, è stato il Pd ad alimentare per giorni la strategia del cercare leghisti pronti a staccare la spina a Berlusconi. E’ una idea fissa e costante quella del Pd su una Lega collocata più o meno per caso a destra e con Berlusconi. Cominciò a suo tempo massimo D’Alema con la “intuizione” della Lega come “costola della sinistra”, sia pur staccatasi dal corpo. Bersani a suo modo prosegue. L’idea è sempre la stessa: la Lega è “popolo” e quindi prima o poi si staccherà dalla destra. Sono quasi due decenni che il Pd non viene sfiorati dall’idea che la Lega sia spina dorsale della destra, “popolo” sì, ma francamente e chiaramente di destra. E’ il “popolo viola” e i suoi cantori sui giornali ad entusiasmarsi ed annunciare un paio di volte al mese “l’ultimo giorno di Silvio”. Ma del “popolo viola” è rimasto il viola, il popolo all’ultimo appuntamento non c’era, erano trenta davanti Montecitorio. E “popolo” non c’è mai stato, se non sui giornali: popolo immaginario quello viola.

Gli strateghi della testa sbattuta contro il muro… Fanno così perché sono fatti così: è la sinistra che passa il convento, è la sinistra, baby, e non puoi farci niente.