Di Pietro a cena con mafiosi e terroristi: la foto di “Panorama”

Pubblicato il 26 Marzo 2010 10:34 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 10:34

La foto incriminata che ritrae Di Pietro co il boss bulgaro

Il settimanale “Panorama” accusa Antonio Di Pietro per una fotografia scattata sul Mar Nero, a Zlatni Piasazi, paesino balneare in Bulgaria, dove sono immortalati Di Pietro con un multimilionario in odor di mafia, un leader politico arrestato per terrorismo e un assessore a capo di un clan che faceva affari con droga e prostituzione.

Sono certi i cronisti di Panorama: quella fotografia è stata scattata la sera del 19 agosto 2002 al Grand Hotel Internazionale di Zlatni Piasazi. C’era un concorso di bellezza nell’albergo, quella sera. Il leader dell’Italia dei Valori Di Pietro, allora europarlamentare, era in Bulgaria in vacanza. E con chi cenava? A Panorama non hanno dubbi: con Ilia Pavlov, finanziere molto discusso che nemmeno sette mesi dopo, il 7 marzo 2003, venne ucciso con un colpo al cuore da un sicario, a Sofia.

Secondo il settimanale, Pavlov era considerato il braccio economico della criminalità organizzata. Ma non erano soli i due a tavola, ovviamente. I cronisti del settimanale puntano il dito anche contro gli altri due commensali: Ahmed Dogan, il primo, leader del Movimento per i diritti e libertà, un partito turco. Panorama scrive: «Nel 1986 mentre è a capo di un gruppo estremista venne arrestato per attività terroristica. Dogan rimane in galera per sei mesi e quindici giorni. Viene poi condannato a dieci anni. Nell’89 ottiene l’amnistia». Ma Niccolò Rinaldi, eurodeputato dell’Idv, smentisce: «Ma di chi stiamo parlando? Ahmed Dogan è lo storico leader del Movement for Rights and Freedom, membro a pieno titolo del Partito europeo dei Liberal-democratici e Riformatori». C’è anche Ivan Slakov, in quella foto. E chi è? «All’epoca era assistente di Dogan, poi fu assessore del Partito Dps a Varna», scrive il settimanale.

E aggiunge: «Il 17 ottobre 2008 Slakov viene arrestato per sfruttamento della prostituzione, riciclaggio e traffico di droga. Secondo i magistrati bulgari è il capo di un’organizzazione di 80 persone che ha cominciato a delinquere nel 1996. Slakov è tutt’ora in carcere». Ma Antonio Di Pietro non fa una grinza. Anzi: annuncia una querela a Panorama. Senza incertezze. E spiega: «Quelle foto sono del tutto neutre: mi ritraggono con esponenti politici, di governo e imprenditori bulgari, all’epoca in cui io ero parlamentare europeo con delega ai rapporti con i Paesi dell’Est».

E Rinaldi rilancia: «C’è anche una foto di Di Pietro con Boyko Borisov tra quelle pubblicate da Panorama. Ovvero con l’attuale primo ministro bulgaro». Di Pietro: «Come al solito anche questa volta a ridosso delle elezioni sulla carta stampata di Berlusconi cercano di infangare il mio nome e quello dell’Italia dei valori imbastendo finti scoop che non hanno nè capo nè coda, mentre farebbero meglio a riferire come vanno a finire queste loro accuse strampalate: la settimana scorsa le società del gruppo Berlusconi sono state condannate a pagarmi due volte per diffamazione: 100 mila euro complessivamente, oltre alle spese processuali».