Di Pietro: “Questa manovra è fatta da Berlusconi”

Pubblicato il 7 Dicembre 2011 11:06 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2011 11:06

ROMA – "Questa manovra è frutto di accordi sottobanco, la dimostrazione che ancora una volta Berlusconi s'è fatto pagare per lasciare il posto". Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, intervistato dal quotidiano L'Unità.

"E' stato calcolato – argomenta – che la deindicizzazione delle pensioni dai 935 euro in su, la misura più odiosa tra quelle decise perché umilia chi ha sempre lavorato e pesa sui consumi, produce una cassa di circa tre-quattro miliardi. Bene: era possibile ottenere subito la stessa cifra mettendo in vendita le frequenze tv. Si poteva raddoppiare l'una tantum sulle cifre scudate, portarla al tre per cento anziché uno e mezzo del totale evaso e condonato. Noi dell'IdV avevamo proposto il 10 per cento".

"Potevano essere prese decisioni ugualmente incisive – sottolinea Di Pietro – ma non di macelleria sociale. Questo invece è un modo truffaldino di far quadrare i conti. L'IdV farà opposizione dura e costruttiva. Stiamo scrivendo la contromanovra. Proponiamo misure che ottengono gli stessi risultati ma sono di segno contrario".

Tra queste "una rivisitazione delle spese militari. Una cosa è la missione – millantata – di pace che abbiamo in agenda da anni. Altro è acquistare caccia e bombardieri con un incremento di sospesa rispetto all'anno passato di 244 milioni su un totale di spesa corrente pari a tre miliardi e mezzo. Il taglio di queste spese sarà il cuore di uno dei nostri emendamenti".

"In Commissione faremo una serie di interventi mirati con cui individuiamo diverse tipologie di entrate ed uscite. Il governo deve riscrivere la manovra e accogliere alcune nostre proposte. Un governo sordo e cieco non è all'altezza della fama che l'ha accompagnato fin qui".

"Stupisce – sottolinea poi – l'atteggiamento intimidatorio e ricattatorio dell'amico Bersani''. L'alleanza Pd-Idv-Sel è sempre più sbiadita? "Non c'è alternativa a quell'alternativa là''. Infine i contatti tra Pd e Terzo Polo: "Un conto è che Bersani chiami Casini. Ma qui con Casini c'è anche Berlusconi e l'IdV non si può incontrare con il Pdl, è contro natura. In un sistema bipolare maggioritario bisogna decidere, o stai da una parte o stai dall'altra".