Di Pietro ci pensa: sciogliere l’Idv e avvicinarsi a Beppe Grillo

Pubblicato il 25 luglio 2012 8:57 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2012 9:03
Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro (LaPresse)

ROMA – La “tentazione”, per ora è solo tale, nasce dall’idea di somigliare un po’ di più a Beppe Grillo e magari intercettare parte di quei (tanti) voti che i sondaggi gli attribuiscono. Scrive Repubblica che Antonio Di Pietro ci starebbe pensando sul serio: sciogliere l’Idv e creare al suo posto una sorta di “listone civico” da collocare sul mercato della politica o nel centro sinistra o proprio nella nuova area in cui Grillo sta facendo da apripista.

Per ora racconta Giovanna Casadio si tratta di progetto ancora tutto da definire. L’unica cosa certa è che non scomparirebbe il logo Idv che, comunque, garantisce a Di Pietro e i suoi una base di voti attorno all’8%. Scomparirebbe, invece, anche da parte dipietrista la foto di Vasto perché il “movimento dei valori” nelle intenzioni vuole continuare sulla linea di questi ultimi mesi, quella dello scontro frontale con Monti e dei toni aspri nei confronti di Giorgio Napolitano.

Certo, a guardare nel partito di Di Pietro, non è tutto così facile. Innanzitutto ci sono i numeri, testimoni inconfutabili di una tensione interna che funge da forza centrifuga: nel 2008, a inizio legislatura, i deputati Idv erano 29. Oggi sono 20. A lasciare la barca, insomma, non sono stati solo Domenico Scilipoti e Antonio Razzi confluiti nei “Responsabili” che salvarono Berlusconi il 14 dicembre nel 2010.

Al contrario la svolta grillina di Di Pietro lascia più di qualcuno scontento nel partito. A cominciare da un big come Massimo Donadi che ha esternato tutte le sue perplessità in un’intervista all’Unità. Di Pietro, ovviamente, minimizza ma i distinguo di Donadi, Borghesi ed Elio Lannutti (che è stato a un passo dalle dimissioni) sono reali. E sciogliere il partito, anche solo per questioni formali, potrebbe essere inteso come un “tana libera tutti”.