Diciotti, la Lega al Movimento 5 Stelle: “Processare Salvini significa processare il governo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 gennaio 2019 19:49 | Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2019 8:45
Diciotti, la Lega al Movimento 5 Stelle: "Processare Salvini significa processare il governo" (foto Ansa)

Diciotti, la Lega al Movimento 5 Stelle: “Processare Salvini significa processare il governo” (foto Ansa)

ROMA – “Processare Salvini significa processare il governo”. Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, capigruppo della Lega al Senato ed alla Camera, avvertono il Movimento 5 Stelle: “Processare chi, nell’esercizio delle sue funzioni di ministro dell’Interno – si legge in una nota firmata dai due capigruppo –  ha contemporaneamente agito nel pieno rispetto delle leggi e della Costituzione e ottemperato al mandato ricevuto dagli elettori, quello cioè di garantire rispetto delle regole e delle normative, significa inequivocabilmente tentare di processare il governo”.

Le parole dei due capigruppo arrivano dopo le parole di Luigi Di Maio che, intervistato a “Non è l’Arena”, aveva annunciato il voto del grillini a favore dell’autorizzazione.

Salvini pur lasciando ai 5Stelle la facoltà di votare “con coscienza” perché “non ho bisogno di aiutini nascosti”, ora si chiede: “Ma è normale che un ministro dell’Interno, con l’appoggio di tutto il governo, venga processato per aver fatto quello che ha promesso in campagna elettorale?”.

La Giunta per le immunità del Senato si riunirà mercoledì prossimo per avviare l’esame della richiesta del tribunale dei ministri di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno per il reato di sequestro di persona per il caso “Diciotti”. 

Secondo i magistrati che lo accusano, i reati sarebbero stati commessi lo scorso agosto, quando Salvini ordinò alla nave “Diciotti”, nave militare della Guardia Costiera, di rimanere nel porto di Catania senza far sbarcare nessuna delle 190 persone partite dalla Libia e dirette in Italia che si trovavano a bordo.

Al momento su 23 membri della commissione, compreso il presidente, i voti contro l’autorizzazione sarebbero 9 (Lega, Fi e Fdi), mentre a favore dovrebbero essere 12 senatori (i grillini appunto e quasi certamente il Pd e l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, di Leu).

Due i voti incerti: quello dell’ex M5S Gregorio De Falco e quello di Meinhard Durnwalder (Svp- autonomie). Dopo il voto in Giunta, dove il voto sarà palese, si dovrà votare anche in aula dove il voto potrebbe anche essere segreto.