Diciotti, appello a Mattarella: può l’Italia impedire l’attracco alla Guardia Costiera?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 agosto 2018 20:34 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2018 20:34
Nave Diciotti, appello a Mattarella: può l'Italia impedire l'attracco alla Guardia Costiera?

Diciotti, appello a Mattarella: può l’Italia impedire l’attracco alla Guardia Costiera? (foto Ansa)

ROMA – Può una nave della Guardia Costiera italiana non attraccare in Italia? Così la pensano Matteo Salvini e anche il minsitro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha sostanzialmente appoggiato la linea Salvini sulla nave Diciotti. In parole povere, i ministri chiedono a Malta e all’Europa di occuparsi della questione, altrimenti (parole di Salvini) “li riporteremo in Libia”. Ma questa volta non c’è di mezzo una imbarcazione delle Ong, la nave che ha soccorso i migranti è italiana. Di più, una nave di un corpo militare italiano. Ed è per questo che ora chi vuole l’attracco nei nostri porti si appella direttamente a Mattarella [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Una lettera appello è stata inviata al Presidente della Repubblica. Tra i primi firmatari: Claudio Fava, presidente commissione antimafia e anticorruzione dell’Ars; il “medico dei migranti” Pietro Bartolo, medico; Giusy Nicolini, ex sindaco di Lampedusa e il giornalista Francesco Viviano. Secondo i firmatari impedire che una nave della Guardia costiera italiana “porti a termine una missione di dovuto soccorso rappresenta un vulnus istituzionale e civile che chiama in causa” le prerogative del capo dello Stato, anche come Comandante in capo delle forze armate.

“Le chiediamo di intervenire, e di pretendere che la guardia costiera possa attraccare a Lampedusa – aggiungono – non solo per sentimento di umana solidarietà ma per evitare che un eventuale respingimento in Libia pesi come un’onta irrimediabile non solo su chi l’ha autorizzata ma sull’intero paese. Ci permettiamo di sollecitarLe un intervento proprio sapendo che queste sono ore difficili e che più volte Ella si è richiamata – concludono – al sentimento unitario e responsabile degli italiani come prima risposta al dramma di Genova. Ma rigettare 177 esseri umani nell’orrore delle carceri libiche sarebbe un dramma non meno grave, frutto di una scelta politica alla quale Le chiediamo di opporre la sua fermezza, le sue prerogative e il suo rifiuto”.