Dino Giarrusso: “Rimborsopoli? La gola profonda ha voluto far male al movimento proprio ora”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2018 10:32 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2018 10:32
Dino Giarrusso

Dino Giarrusso

ROMA – Dino Giarrusso, ex Iena e ora candidato con il Movimento 5 Stelle, intervistato da Radio Cusano, parla dello scandalo “rimborsopoli”: “Non mi sorprende che sia nata dalle ‘Iene’ ma la gola profonda ha voluto far male al movimento proprio ora. Roma? C’è gente che lotta. Nei Cinque Stelle ritrovo lo spirito del PCI degli anni ’70 a Roma e del MSI a Catania. Berlusconi dice che tutti quelli dei Cinque Stelle sono disoccupati? I nostri avversari senza poltrone, guadagnerebbero 1500 euro al mese”.

“Le Iene hanno sempre fatto questo tipo d’inchieste – spiega Giarrusso – Penso piuttosto che la ‘gola profonda’ del caso ‘Rimborsopoli’ del Movimento 5 Stelle probabilmente voleva far del male al movimento, venendo fuori proprio in questo periodo pre-elettorale. Ma non c’era quest’intenzione da parte del programma che, finché ci sono stato io, ha sempre colpito tutti i partiti senza distinzioni. Il movimento è composto da persone per bene, che hanno una concezione elevatissima dell’etica e lo dimostrano anche i fatti di questi giorni: chi non ha rispettato queste regole è stato immediatamente allontanato”.

Sulle frasi di Berlusconi: “Dice che l’87% dei parlamentari m5s sono disoccupati? Sono dati deliranti. Sicuramente nel movimento c’è un livello molto più alto di quello dei burocrati di partito dei nostri avversari, che spesso non hanno fatto altro che politica da professionisti per decenni. Tanti non possono campare senza poltrone politiche, guadagnerebbero solo 1500 euro al mese”.

ATAC. “Privatizzare il trasporto pubblico è una follia. non lo dico per polemica con Riccardo Magi ma perché, secondo me, l’idea è sbagliata in assoluto. Il privato deve fare profitti e il trasporto pubblico dà profitti solo in zone centrali e molto frequentate. Di conseguenza, la privatizzazione comporterebbe o il totale sacrificio di queste zone o un innalzamento notevole delle tariffe ed entrambe le ipotesi mi sembrano sbagliate. Si dovrebbe procedere, invece, rendendo l’azienda più efficiente. Bisogna ricordare che la giunta Raggi ha trovato l’Atac con debiti per un miliardo e 300 milioni di Euro e questo significa lavorare con grande difficoltà a causa delle gestioni delle amministrazioni precedenti. A Roma, come nel resto d’Italia, l’illegalità ha portato a mancanza di efficienza quindi il problema non è regalare ai privati un servizio pubblico così importante in una delle più importanti capitali europee e mondiali, quello sarebbe il suicidio per i cittadini. Il modo per efficientare il traporto pubblico è ritornare a un’efficienza economica e, dunque, etica”.

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