Dj Fabo, Governo parte civile contro Cappato: l’atto firmato dalla Boschi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 aprile 2018 13:52 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2018 13:52
Dj Fabo, Governo parte civile contro Cappato: l'atto firmato dalla Boschi

Dj Fabo, Governo parte civile contro Cappato: l’atto firmato dalla Boschi

ROMA – Porta la firma del sottosegretario alla Presidenza Maria Elena Boschi l’atto depositato martedì alla Corte Costituzionale a nome del governo nel processo per la morte di Dj Fabo.

Si tratta della costituzione di parte civile che mira a difendere la norma di istigazione al suicidio messa in discussione dalla Corte d’Assise di Milano che sta processando Marco Cappato, ma le indiscrezioni assicurano che siano stati gli esperti giuridici del ministero di Giustizia a sollecitare Palazzo Chigi a entrare ufficialmente nel giudizio costituzionale.

L’ufficialità è arrivata proprio nel giorno in cui scadono i termini, il Governo Gentiloni, come uno dei suoi ultimi atti, si costituisce davanti alla Consulta nel procedimento in cui si dovrà valutare la legittimità o meno del reato di aiuto al suicidio. Reato contestato a Marco Cappato, l’esponente dei Radicali, finito imputato per aver accompagnato in macchina Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo, 40 anni, cieco e tetraplegico per un incidente d’auto, in una clinica svizzera dove, nel febbraio 2017, ha messo fine alle sue sofferenze con la pratica del suicidio assistito.

Da quanto è stato riferito l’avvocato dello Stato Gabriella Palmieri, poco prima delle 13, ha depositato la costituzione davanti alla Consulta dell’esecutivo che, come accade in genere in questi casi, scende in campo per difendere quasi come atto dovuto una norma del proprio ordinamento. Una mossa, questa, definita in via Arenula “necessaria” perché, per il Governo, è possibile un’interpretazione della norma che sia rispettosa dei principi costituzionali, che, invece, la magistratura milanese ha ritenuto messi in discussione, e che fa seguito alla decisione con cui lo scorso febbraio la Corte d’Assise di Milano al termine del processo a Cappato, ha deciso di trasmettere gli atti ai giudici costituzionalisti. E lo ha fatto accogliendo l’istanza del Procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Sara Arduini che in linea con i difensori dell’esponente radicale, gli avvocati Massimo Rossi e Francesco Di Paola, oltre all’assoluzione, hanno chiesto in via subordinata di eccepire l’illegittimità dell’articolo 580 del codice penale, quello che regola l’istigazione e nella seconda parte per l’appunto l’aiuto al suicidio.

Accanto al Governo, per questo nuovo capitolo della vicenda di Dj Fabo che si presume andrà in scena tra circa 6 mesi (il tempo medio per fissare l’udienza), hanno chiesto di essere parti civili pure Associazione Vita E’, Movimento per la Vita e il Centro Studi Livatino. E mentre dal mondo della politica e della società civile arrivano critiche pro e contro la decisione del Governo, l’avv. Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatore del collegio difensivo di Cappato, ha parlato di “scelta, oltre che del tutto legittima, anche pienamente politica, visto che l’esecutivo avrebbe potuto altrettanto legittimamente agire in senso opposto e raccogliere l’appello lanciato da giuristi come Paolo Veronesi, Emilio Dolcini, Nerina Boschiero, Ernesto Bettinelli e sottoscritto da 15.000 cittadini, che chiedevano di non intervenire a difesa della costituzionalità di quel reato, e dunque di non costituirsi”.