Decreto dignità, Di Maio e Tria: “Nessuna accusa, ma cerchiamo la ‘manina’”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 luglio 2018 16:50 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2018 8:11
Dl dignità, Di Maio e Tria: "Nessuna accusa, ma cerchiamo la 'manina'"

Dl dignità, Di Maio e Tria: “Nessuna accusa, ma cerchiamo la ‘manina’” (Foto Ansa)

ROMA –  Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, “non ha mai accusato né il Ministero dell’Economia e delle Finanze né la Ragioneria Generale dello Stato di alcun intervento nella predisposizione della relazione tecnica al dl dignità. Certamente, però, bisogna capire da dove provenga quella ‘manina‘ che, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] si ribadisce, non va ricercata nell’ambito del Mef”. E’ quanto si legge in una nota congiunta dei ministri Di Maio e Giovanni Tria, titolare del dicastero dell’Economia.

Quanto alla relazione tecnica che accompagna il decreto dignità, “il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ritiene che le stime di fonte Inps sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenute nel decreto siano prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili”, riporta la nota congiunta dei ministri.

“Nella relazione” al decreto dignità “c’è scritto che farà perdere 8mila posti di lavoro in un anno. Quel numero, che per me non ha alcuna validità, è apparso la notte prima che il decreto legge venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dai miei ministeri o altri ministri”. La verità è che “questo decreto dignità ha contro lobby di tutti i tipi”, ha detto Di Maio in un video su Facebook commentando l’ipotesi di una contrazione dei posti di lavoro con il dl dignità.

Così, dopo la vicenda della relazione tecnica al dl dignità, fonti M5s hanno annunciato l’intenzione di “fare pulizia” nella Ragioneria dello Stato e al ministero dell’Economia. La tabella “spuntata di notte” sugli 8mila posti in meno viene ritenuta un episodio “gravissimo”: il sospetto è che ci siano responsabilità di uomini vicini alla squadra dell’ex ministro Pd Padoan. E l’idea è uno spoil system per “togliere dai posti chiave chi mira a ledere l’operato di governo e M5s. Abbiamo bisogno di persone di fiducia, non di vipere”, dicono.

Le relazioni tecniche, ribattono fonti Mef, sono presentate insieme ai provvedimenti dalle amministrazioni proponenti, così anche nel caso del decreto dignità, giunto al Mef corredato di relazione con tutti i dati, compreso quello sugli effetti sui contratti di lavoro della stretta anti-precari. Le stesse fonti specificano che la Ragioneria generale dello Stato prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture.