Dl Elezioni, votazioni fiducia da ripetere in Senato: manca il numero legale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2020 22:30 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2020 23:20
Dl Elezioni, fiducia da rivotare il 19 giugno: manca numero legale

Dl Elezioni, fiducia da rivotare il 19 giugno: manca numero legale (Foto archivio ANSA)

ROMA – La fiducia al dl Elezioni in Senato è da rivotare: mancava il numero legale e la votazione è stata fissata alle 9.30 del 19 giugno.

Il decreto sancisce l’accorpamento tra regionali e referendum al prossimo 20 settembre.

In un primo momento, sembrava passato con 145 voti favorevoli, 2 contrari e con l’opposizione che non ha partecipato al volo.

Il numero legale era stato fissato a 149 e sembrava quindi raggiunto, ma in serata arriva la doccia gelata per il governo e la maggioranza.

Il voto legale, dopo un’attenta verifica del computo dei congedi, ha portato la presidenza del Senato ad annullare la votazione e fissarne una nuova.

Un caso simile non si verificava dal 1989 in Senato.

Dopo una giornata di bagarre a Palazzo Madama, con il leghista Roberto Calderoli che aveva chiesto il rinvio dei lavori per allungare i tempi.

Il voto per alzata di mano sembra a favore del leghista, ma quello telematico invece conferma il proseguimento dei lavori.

I senatori dell’opposizione hanno protestato rumorosamente, in un clima di scontro aperto, tanto che la seduta è stata sospesa.

Dl Elezioni, Var in Senato: la moviola per i voti

E per la prima volta in Parlamento entra una sorta di “Var”, proprio come nel calcio, per riconteggiare i voti.

Matteo Renzi, di Iv, ha commentato: “Senza andare al Var possiamo dire che molti erano al bar ma non considero questo un incidente, succede. Siamo caduti nella trappola mensile di Calderoli”.

Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega, attacca: “Rispettiamo il risultato e l’approfondimento svolto dai Questori, sappiamo che sono state visionate le immagini, per cui non abbiamo motivo per dubitare su quanto proclamato”.

Poi attacca: “Però siamo amareggiati sul fatto che non ci sia stata corrispondenza tra chi ha votato per alzata di mano e chi ha votato la controprova”.

Romeo ha concluso: “E’ chiaro che c’è stato un lasso di tempo che ha consentito ai senatori della maggioranza di raggiungere le loro postazioni”.

Dichiarazioni che hanno suscitato la dura replica di Elisabetta Casellati: “Non accetto che qualcuno possa dire che ho perso del tempo in modo da permettere che qualcuno potesse votare”.

E concluse: “Lei non era nemmeno presente”. (Fonte: ANSA)