Dl femminicidio, corsa contro il tempo. Scontro su irrevocabilità della querela

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 14:34 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 14:34
Dl femminicidio, corsa contro il tempo. Scontro su irrevocabilità della querela

La presidente della Camera, Laura Boldrini (Foto Lapresse)

ROMA – Femminicidio, corsa contro il tempo: il decreto legge è arrivato alla Camera, ma difficilmente sarà approvato in questa settimana. Sono ben 300 gli emendamenti da valutare. Entro il 15 ottobre, termine ultimo per la conversione del testo in legge, il testo deve anche passare al Senato. E intanto in Aula si litiga sulla irrevocabilità della querela. 

Durante l’esame degli emendamenti all’articolo 1 del decreto si è formato un fronte bipartisan per abrogare l’emendamento dei relatori Donatella Ferranti (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Pdl), approvato dalle commissioni a fine settembre, che aveva limitato l’irrevocabilità della querela solo ai casi di minacce gravi e reiterate ma non ai reati meno gravi di stalking e violenza domestica.

 

Durante le votazioni in Aula Sel, M5s, Psi, una parte del Pd (con Michela Marzano), una parte di Scelta Civica guidata da Adriana Galgano, e alcuni deputati Pdl convinti da Gianfranco Chiarelli, hanno presentato emendamenti identici per chiedere la soppressione della modifica introdotta con l’emendamento dei relatori. La norma stabilisce che “la remissione della querela può essere soltanto processuale”, ossia può essere revocata solo di fronte all’autorità giudiziaria, al pm o al giudice, e che è “comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate” nei casi più gravi di stalking e maltrattamenti. Dopo un ampio e animato dibattito gli emendamenti identici sono stati respinti con una unica votazione.

Ma le perplessità sul testo non sono poche. E la Lega arriva con una proposta “choc” trasposta in un emendamento di Nicola Molteni: niente gratuito patrocinio alle donne vittime di reati che hanno redditi elevati.

C’è poi una questione che ha suscitato la contrarietà di M5s, vale a dire la contestuale presenza nel decreto di norme riguardanti altre tematiche, come Vigili del Fuco, protezione civile, violenza negli stadi e le violenze dei No Tav. Ed è proprio questo punto su cui M5s intende dare battaglia.