Dl rilancio, FI: sostenere turismo e garantire concessioni a operatori balneari 

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 7 Giugno 2020 9:16 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2020 9:20
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Dl rilancio, FI: sostenere turismo e garantire concessioni a operatori balneari (Maurizio Gasparri nella foto Ansa)

ROMA- “Bisogna sostenere il turismo e garantire le concessioni agli operatori balneari  Il turismo italiano ha bisogno di incentivi e sostegno per ripartire. Per questo nel decreto rilancio Forza Italia ha presentato emendamenti che vanno in questa direzione e che devono essere condivisi e approvati per dare una prospettiva a chi, anche in queste ore, sta investendo per poter garantire un futuro alla propria attività. Intere famiglie per cui questa stagione è partita in ritardo e sarà piena di incognite.” E’ il monito lanciato dai parlamentari di Forza Italia Maurizio Gasparri, Massimo Mallegni e Deborah Bergamini che proseguono:

“Un comparto, quello turistico, che rappresenta una parte importante dell’economia italiana e che non può essere lasciato indietro”.

“Per il settore balneare, che riveste un ruolo fondamentale per chi decide di passare le vacanze in Italia, servono certezze” , hanno detto ancora i parlamentari forzisti i quali fanno sapere che “tra gli emendamenti presentati alla Camera, abbiamo inserito alcuni emendamenti che prevedono l’esclusione delle gare per le concessioni vigenti e, a rafforzare quanto era già stato stabilito grazie ad un nostro intervento nella legge di stabilità 2019, che le stesse vengano ulteriormente estese di 20 e 25 anni.”

“Si tratta– sottolineano i parlamentari- di misure fondamentali per uniformare gli interventi tra le diverse amministrazioni sul territorio e dare un futuro agli operatori, anche oggi vittime di fenomeni climatici e gravemente penalizzati dall’emergenza Covid”.

Proprio nel settore balneare le mancate certezze e il mancato sostegno a questo settore stanno producendo i loro effetti negativi.

Come infatti si legge sul sito ilcorrieredellacitta.com, nel comune di Pomezia gli stabilimenti chiusi per mancato pagamento dei maxi-canoni OMI hanno prodotto un’ondata di proteste.

Le associazioni di categoria hanno così diffidato il Sindaco chiedendogli l’applicazione della legge con sospensione immediata dei pagamenti e delle decadenze per morosità causa maxi-canoni OMI.

Uno dei titolari degli stabilimenti balneari a cui è stata ritirata la concessione, Walter Galli,- si legge ancora sul sito- da giorni in sciopero della fame e dei medicinali- è stato convocato e dal sindaco di Pomezia che lo ha scoltato insieme con i funzionari e agli amministratori comunali.

L’incontro non ha però prodotto il risultato sperato per i balneari.

Dopo i quasi 90 minuti di colloquio, il primo cittadino di Pomezia ha comunicato alla stampa la conferma del blocco dell’attività.

Per questo importante settore turistico italiano- vale circa 10 punti di Pil, con la quasi totalità delle imprese coinvolte a gestione famigliare-  si aggiungono quindi ulteriori disagi a una situazione già aggravata dagli afflussi limitati dovuti all’emergenza Covid-19.

Cosa sono i canoni Omi

Si tratta di canoni calcolati secondo i criteri dell’Osservatorio mobiliare italiano – da applicare, come disposto dalla legge di Bilancio 2006 (Governo Prodi), alle pertinenze demaniali: opere di difficile rimozione in buona parte costruite dagli stessi concessionari e poi incamerate dallo Stato.

Canoni demaniali schizzati alle stelle per via della Finanziaria 2007 ma che negli ultimi anni alcuni Tar regionali hanno valutato come una ingiustizia fiscale perpetrata dall’Agenzia del Demanio (Tar della Toscana) o li hanno ridotti ascrivendo l’attività degli stabilimenti balneari come “terziario” e non come “commerciale” (Tar delle Marche).
 

(Fonti: ilcorrieredellacitta.com, mondobalneare.com, ufficio stampa senatore Gasparri)