Dl Sicurezza, governo pone la fiducia: si vota mercoledì. FI si sfila, Pd all’attacco

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 novembre 2018 19:28 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2018 19:28
Dl Sicurezza, governo pone la fiducia: si vota domani. FI si sfila, Pd all'attacco

Dl Sicurezza, governo pone la fiducia: si vota domani. FI si sfila, Pd all’attacco

ROMA – Dopo giorni di braccio di ferro tra Lega e Movimento 5 Stelle, il governo ha calato la carta della fiducia. Per tutta la giornata si sono succeduti rinvii e sospensioni sul decreto sicurezza fino a quando, per bocca del ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, è stata posta la questione di fiducia al Senato sul maxi emendamento integralmente sostitutivo del decreto. Mercoledì mattina, a partire dalle 9. 30, si terranno le dichiarazioni di voto. A seguire, la chiama dei senatori per l’espressione del voto, mentre la discussione generale si esaurirà già stasera, una volta pervenuto il parere della commissione Bilancio.

Subito si sono levate polemiche da parte delle opposizioni soprattutto sulla procedura che ha portato all’autrorizzazione della fiducia (che deve passare da un Cdm). “Abbiamo chiesto per ben due volte durante la capigruppo al ministro Fraccaro quale Consiglio dei ministri, dove e in quale ora, ha autorizzato la decisione di porre la fiducia”, attacca il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci. “Per ben due volte Fraccaro ha detto che non era tenuto a dirlo: ormai – ha concluso Marcucci – siamo al Consiglio dei ministri fantasma”. 

Così anche la senatrice Pd Simona Malpezzi: “Il ministro dei Rapporti con il Parlamento ci chiarisca un dubbio amletico. Dove e quando si è svolto il Consiglio dei ministri che avrebbe autorizzato la fiducia sul decreto sicurezza? Un Cdm fantasma, di cui non c’è traccia, infittisce i misteri di una maggioranza che litiga su tutto e fa un pasticcio dietro l’altro”.

Forza Italia intanto riconferma che è sua precisa volontà non votare il decreto Sicurezza. Prendiamo atto che il nostro invito al governo di non porre la fiducia non è stato accolto e questo ci impedisce di esprimere un voto favorevole al provvedimento. Una decisione, questa, presa per evitare che il Movimento 5Stelle andasse in frantumi su un provvedimento così importante e sentito dall’opinione pubblica. Pertanto il gruppo Forza Italia non parteciperà al voto. 

Intanto Matteo Salvini non intende arretrare di un millimetro sulla riforma della prescrizione e fa slittare il disegno di legge anticorruzione fortemente voluto dai grillini, lanciando il guanto di sfida a Luigi Di Maio, furente anche per la decisione di rimuovere senza preavviso Roberto Battiston a capo dell’Agenzia spaziale italiana. Il segretario di via Bellerio non vuole scambi con il dl sicurezza e nel tardo pomeriggio, proprio mentre deflagra la mina Asi, blinda con un post Fb: “Dopo mesi di lavoro, arriva oggi, il voto finale al Senato sul decreto sicurezza e immigrazione, con il quale vorrei regalare a questo Paese un po’ di regole e un po’ di ordine”.

Alla vigilia dell’approdo della manovra in Parlamento, nella maggioranza gialloverde si aprono così molte falle. Convinti tutti della necessità di fare un tagliando al ‘contratto di governo’, a complicare il quadro è l’incertezza pure su quando i due vicepremier (al rientro da missioni all’estero) si dovranno vedere.

Fonti leghiste fanno sapere che il vertice per il chiarimento ci sarà domani pomeriggio (con Salvini, Di Maio, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il presidente del Consiglio Conte nella veste di mediatore) e all’ordine del giorno ci sarà non solo il nodo prescrizione ma anche il caso Asi e, naturalmente, la legge di Bilancio. Ma ambienti Cinque stelle assicurano che nulla è ancora in agenda, e che il nodo prescrizione vada risolto prima, anche nella tarda serata di martedì, visto che domani alle 14, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera si inizierà a votare gli emendamenti al ddl anticorruzione e necessariamente per allora il nodo dovrà essere sciolto.