Dolomiti. Tassa per turismo mordi e fuggi, porta solo traffico e rifiuti

Pubblicato il 5 agosto 2010 18:08 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2010 22:22

Per l’Unesco sono un Patrimonio dell’Umanità, ma le Dolomiti devono fare i conti, come la non lontana Venezia, con le conseguenze della propria bellezza: il turismo di massa. Bene quello stanziale, ma la carica dei ‘giornalieri’ sembra portare con sé solo traffico e rifiuti. A esserne convinto è il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo, che ha lanciato una proposta che nel suo specifico, una tassa di scopo per l’uso delle aree attrezzate per il picnic, pare avere il valore di un tassello per far barriera a un certo uso ‘veloce’ della catena montana in area bellunese.

Così, se la cosa avrà seguito, in un prossimo futuro il turista occasionale prima di sostare in un’area attrezzata e accendere magari un barbecue negli appositi punti fuochi dovrà probabilmente pagare un biglietto. Per De Carlo, quello che in gergo viene definito ‘turismo mordi e fuggi’, ”è un turismo di rapina di cui la montagna non ha più bisogno. L’epoca del tutto gratis deve finire: lascia traffico e rifiuti e non fa differenza in redditività: alle nostre Dolomiti non serve”.

”Arrivano al mattino e si fermano fino a sera – attacca De Carlo che lancio l’appello ai sindaci, alle Comunità Montane, alle Pro loco e alla Provincia – approfittando dei nostri punti fuoco, trovando tutto gratis e lasciando al territorio solo i loro rifiuti al momento di andarsene. Sulle spiagge venete si spendono decine di euro per ombrelloni e lettini, si pagano parcheggi e bar. Dalla montagna invece si pretende che tutto sia gratuito”.

A chi solleva l’eccezione che in un momento di crisi una tassa di scopo non serve, il sindaco risponde di non aver bisogno nemmeno ”di un turismo senza benefici, di cui non si sente la differenza in termini di redditività per gli operatori di montagna e di rispetto per l’ambiente”. L’iniziativa ha già aperto un confronto in area bellunese, raccogliendo qualche consenso.

Il sindaco di Cortina Andrea Franceschi trova ”sicuramente corretto” il tema perché ”il nostro territorio – dice – è preso d’assalto, soprattutto in particolari periodi dell’anno, anche da chi lascia molto poco. Apriamo una discussione sul caso perche’ ci sono costi per mantenere questi punti e sarebbe corretto venissero assorbiti da chi utilizza le strutture”.

Il vice presidente del consiglio regionale, il leghista Matteo Toscani, rileva che ”non possiamo più tollerare visitatori della domenica che arrivano nel Bellunese approfittando di strade, servizi, punti fuoco, aree picnic senza lasciarci nulla se non traffico e rifiuti. Una tassa di scopo sui punti fuoco può essere lo spunto per affrontare la questione ma non dobbiamo limitarci a questo. Apriamo un tavolo di confronto bellunese che coinvolga più attori del territorio”.

Sul piano operativo, il ‘ticket’ per l’uso dei punti fuoco pubblici, per De Carlo, potrebbe essere dai 5 ai 10 euro, gratuito per chi soggiorna negli alberghi e per i residenti. ”A Calalzo – sottolinea – i punti fuoco sono gia’ una decina e sempre ambitissimi dai turisti giornalieri: ‘tassandoli’ anche di 5-10 euro per i tre mesi estivi da metà giugno a metà settembre, si potrebbero introitare i fondi necessari alla pulizia delle aree o all’incremento dei servizi in loco”.