Domenico Grispino, il marito di Cecile Kyenge si candida con la Lega: “Sono persone perbene”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Febbraio 2019 21:50 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2019 21:53
Domenico Grispino, il marito di Cecile Kyenge si candida con la Lega

Domenico Grispino, il marito di Cecile Kyenge si candida con la Lega

ROMA – Ha firmato ai banchetti della Lega contro il processo a Matteo Salvini sul caso Diciotti. E alle prossime comunali si candida col Carroccio. A rivelarlo è Domenico Grispino, marito dell’eurodeputata del Pd ed ex ministra Cecile Kyenge

Ai microfoni della Zanzara su Radio 24, Grispino che già in passato aveva manifestato le sue simpatie per il partito di Salvini, spiega che sarà “in lista alle comunali di Castelfranco Emilia”. E aggiunge: “Sono persone perbene quelli della Lega”. “Ci sono le elezioni comunali – precisa – e metto a disposizione della Lega quello che so, e mie competenze”.

Sul processo per il caso Diciotti, afferma: “Finirà nel nulla, se uno prende una linea poi non può cambiare, è evidente che Salvini lo fa per svegliare l’Europa. Sta facendo bene”. E qui la domanda sorge spontanea, cosa ne pensa la moglie di tutto questo: “Mia moglie? Io penso per me, ognuno pensa per sé, con mia moglie non parlo mai di queste cose”.

Il marito dell’ex ministra che con la Lega ha accesi trascorsi, sembra aver sposato in pieno la linea di Salvini: “Sono a favore dello slogan aiutiamoli a casa loro – dice – e bisogna creare dei punti strategici in Africa di attrazione delle persone. Ma mica con cattiveria”.

Era stata proprio sua moglie a definire Salvini disumano, non più tardi di qualche giorno fa, ai microfoni della stessa trasmissione. Ma Grispino dissente: “Salvini non è disumano, penso che sia una macchina da guerra per avere consensi. Poi ci sono altri personaggi a cui sono più vicino, come Giorgetti. Alle Europee non voterò Pd, per il partito di mia moglie. Le persone che ho conosciuto a Castelfranco sono molto in sintonia con me e tutt’altro che aggressive”.

Gino Strada dice che il governo è formato per metà da coglioni e metà da fascisti, gli fa notare Beppe Cruciani. “Sui coglioni posso essere d’accordo ma sui fascisti no”. Poi una nota personale sulla Kyenge: “Dei 38 fratelli di Cecile – dice – conosco quelli ufficiali, i nove, gli altri no. Il padre non li ha fatti tutti con una moglie, diciamo che è un costume di giù, la poligamia che è poi trombare con delle altre. Il padre lo conosco bene è una brava persona, ma sul mantenimento se la gestiscono le mogli”.

Tornando al processo a Salvini, conclude: “I magistrati non dovrebbero processare solo Salvini, i grillini dovrebbero farsi imputare anche loro. Non è partito da solo Salvini”.