Donne Pd: “Le quote rosa sono umilianti, incoraggiano un sistema di subalternità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 aprile 2018 15:31 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2018 15:31
Raffaella Santi Casali, che ha sollevato il caso delle donne Pd

Donne Pd: “Le quote rosa sono umilianti, incoraggiano un sistema di subalternità”. Nella foto: Raffaella Santi Casali, che ha sollevato il caso

Donne Pd: le quote rosa sono umilianti, incoraggiano un sistema di subalternità

E “Towanda”, il grido di battaglia ripreso dal film “Pomodori verdi fritti” per la lettera d’accusa che 500 donne del Pd hanno indirizzato agli uomini del partito, diventa “To’, Wanda” per accompagnare la foto di una grossa pila di panni da stirare.

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Mossa che porta la firma a sua volta una donna, Raffaella Santi Casali, consigliera comunale del Pd a Bologna, esponente del gruppo di renziani ‘della prima ora’ riuniti nella sigla PerDavvero.

È con questa immagine pubblicata su Facebook, dunque, che Santi Casali si ribella alla ribellione delle donne dem. L’appello diffuso da 400 donne del Pd, guidate da Francesca Puglisi,  alla renziana, proprio non è andato giù.  “Il Pd- spiega Santi Casali alla ‘Dire’- ha la parita’ di genere ovunque, in tutti gli organismi possibili e immaginabili, compreso i più alti livelli dirigenti. Ha le conferenze delle donne, dal nazionale alle più piccole propaggini di quartiere. Dove governa, ha ogni tipo di assessorato e di commissione per le pari opportunità. Sostiene le quote rosa da decenni e lo ha scritto in ogni statuto”. E ora, continua la consigliera comunale, “troviamo delle donne, che sono dirigenti ai massimi livelli e che in alcuni casi devono questi ruoli a degli uomini, le quali adesso scoprono che c’e’ qualcosa che non funziona”.

Fatta la premessa, prosegue Santi Casali: “Al di là del fatto che ci si potrebbe chiedere perchè non hanno parlato nelle sedi deputate, visto che in quelle sedi c’erano essendo dirigenti, quando dicono che si sono fidate a chi alludono? A degli uomini. E quando in un organismo dirigente le donne si affidano agli uomini, questo nasce esattamente dal concetto di quote rosa. Perchè quando accetti di essere una quota, anzichè una persona, accetti che ci sia qualcun altro che decide dove, quando e come stai”.

La requisitoria di Santi Casali, insomma, non è tenera. “Va rivoluzionato il modo di stare in politica a sinistra. Va riconosciuto- dichiara la consigliera dem- che le quote rosa sono umilianti e incoraggiano un sistema di subalternità, prima di tutto esistenziale. È ora che vengano abolite queste riserve minoritarie e che ogni donna, una per una, prenda in mano la consapevolezza del proprio valore e il coraggio di affermare i propri meriti e le proprie idee”.

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