Dopo Ignazio Marino, totonomi. Ma Renzi dice: “Scelgo io”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2015 9:25 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2015 9:25
Dopo Ignazio Marino, totonomi. Ma Renzi dice: "Scelgo io"

Ignazio Marino e Matteo Renzi (Foto Lapresse)

ROMA – Nemmeno 24 ore dopo le travagliate dimissioni di Ignazio Marino inizia il totonomi per il prossimo sindaco di Roma. I candidati sono molti e diversi. Ma su un punto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non ha dubbi: non si faranno primarie. Il successore del chirurgo, insomma, lo sceglierà lui, anche se la motivazione ufficiale è che non ci si può permettere di andare ai gazebo quando il Giubileo incombe.

La lista di papabili è pronta almeno da alcune settimane, come spiega Goffredo De Marchis su Repubblica. Certo né Renzi né il commissario del Pd romano, Matteo Orfini, pensavano che le cose sarebbero precipitate in questo modo. Speravano che il Campidoglio reggesse fino alla fine del Giubileo, per andare a elezioni nel 2017. Dopo gli ultimi sviluppi, invece, si deve correre ai ripari subito, visto che si voterà in primavera, accanto alle consultazioni di Milano, Napoli, Torino e Bologna.

A Renzi resta da capire se scegliere un nome che sia espressione della società civile (come, però, era stato fatto passare Marino) o un dirigete politico puro. In ogni caso deve essere un nome e una personalità forte, in grado di passare indenne alle udienze del processo di Mafia capitale che si terranno proprio nei giorni del voto.

 

Ma chi sono i prescelti di Renzi? I nomi li fa sempre De Marchis su Repubblica.

  • Franco Gabrielli: il prefetto e commissario di Roma, ex capo della Protezione civile, piace al premier. Ma ha già fatto sapere di non voler varcare la soglia del Campidoglio da sindaco. Preferisce prepararsi per occupare la poltrona di capo della Polizia.
  • Roberto Giachetti: il vicepresidente della Camera piace a molti, ma ha detto un no altrettanto chiaro.
  • Mauro Moretti: l’amministratore delegato di Finmeccanica, ex Ferrovie dello Stato, è uomo gradito se si vuole un tecnico. Ma Renzi è timoroso di dover “spostare i pilastri di un sistema” senza sapere gli esiti dell’operazione.
  • Giovanni Malagò: un altro tecnico. Il nome presidente del Coni verrà vagliato nei prossimi giorni dal Pd.
  • Alfonso Sabella: è stato fatto anche il nome dell’ex assessore alla Sanità, uno degli ultimi a lasciare Marino.
  • Luca Cordero di Montezemolo: tra gli esponenti della cosiddetta società civile De Marchis cita anche l’ex presidente di Ferrari.
  • Paolo Gentiloni: fare il sindaco di Roma è il suo sogno, che però risale a prima della nomina a ministro degli Esteri. E adesso pare un sogno chiuso.
  • Fabrizio Barca: circola anche il nome dell’ex ministro del governo Monti.
  • Marianna Madia: altra romana doc, che, come ricorda De Marchis, fu la prima a denunciare “il marco del Pd romano”. Ma che oggi è presa dalla sua carica di ministro della Pubblica amministrazione.
  • Linda Lanzillotta: la vicepresidente del Senato, moglie dell’ex ministro Franco Bassanini, sembra essere sul tavolo delle consultazioni.
  • Walter Tocci: il senatore dissidente è molto stimato da Renzi. Anche lui è una delle carte che il Pd potrebbe decidere di giocarsi per la partita di primavera.