Decreto Natale, Conte chiude Italia da vigilia a Befana. Ristori subito a ristoranti e bar, V-Day il 27 dicembre

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2020 20:09 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2020 22:20
Nuovo Dpcm 16 gennaio, stretta del governo: weekend sempre arancioni, bar e ristoranti chiudono 18

Nuovo decreto, la bozza: dal 7 al 15 gennaio stop a spostamento tra regioni (foto Ansa)

Dieci giorni in zona rossa e 4 in zona arancione, coprifuoco che resta alle 22 e massimo due persone non conviventi che si possono aggiungere al cenone o al pranzo di Natale. Vaccine Day il 27 dicembre.

Arriva il decreto di Natale: dopo giorni di discussioni, il governo vara la nuova stretta per evitare che i pranzi e le cene delle feste facciano da detonatore per una terza ondata a gennaio e febbraio.

E’ passata la linea dura: l’Italia sarà rossa per tutti i festivi e prefestivi fino alla Befana, con i negozi, i bar e i ristoranti chiusi e il divieto di uscire di casa propria se non per motivi di lavoro e salute.

“E’ una decisione non facile, sofferta – ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa – dobbiamo rafforzare il regime di misure necessarie per cautelarci meglio anche in vista della ripresa delle attività di gennaio”.

“Si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. E’ possibile ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni. E’ una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo”, ha aggiunto. “Fino alle 22 sono possibili le funzioni religiose”, precisa.

Ecco nel dettaglio le principali novità introdotte:

Natale e Capodanno rossi

Sono complessivamente 10 i giorni in cui sarà estesa a tutta Italia la zona rossa: 24-25-26-27 e 31 dicembre, 1-2-3-5 e 6 gennaio. In tutto il paese valgono dunque le regole finora adottate nelle regioni rosse: sarà “vietato ogni spostamento in entrata e in uscita” sia tra le regioni sia tra comuni e all’interno degli stessi “salvo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”.

E’ sempre possibile rientrare alla propria abitazione o domicilio. Sono inoltre chiusi i negozi, ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole e tabacchi. Serrande abbassate anche per bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e pub, che possono effettuare solo la consegna a domicilio e, fino alle 22, l’asporto.

E’ invece consentito svolgere sia attività motoria, “individualmente” e “in prossimità della propria abitazione purché nel rispetto della distanza di almeno un metro e con l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione”, sia attività sportiva, ma anche questa solo in forma individuale ed “esclusivamente all’aperto”.

Quattro giorni arancioni

L’Italia sarà invece tutta arancione nei giorni feriali all’interno delle due settimane natalizie: il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio. Rispetto alla zona rossa, due sono le differenze principali: sono aperti i negozi ed è sempre consentito lo spostamento all’interno del proprio comune di residenza. Bar e ristoranti solo in asporto e domicilio.

Il decreto introduce però una norma a favore dei piccoli comuni: sono infatti consentiti gli spostamenti dai paesi con una popolazione non superiore a 5mila abitanti per una distanza di massimo 30 chilometri “con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.

La deroga dei due commensali

Per tutto il periodo delle festività natalizie il governo ha introdotto una ulteriore deroga ai divieti, che sarà dunque valida sia nelle giornate in cui l’Italia sarà rossa sia in quelle arancioni. Sarà comunque consentito ai parenti più stretti di vedersi per il cenone: ci si può muovere verso una sola abitazione ubicata nella stessa Regione e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi.

Sono esclusi dal computo i minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Quindi, per esempio, si possono invitare al pranzo di Natale i nonni (solo due). Ma una famiglia di quattro persone non potrà fare l’inverso, cioè recarsi in visita dai nonni, se uno o entrambi i figli hanno più di 14 anni.

La ratio, presumibilmente, è quella di evitare che familiari soli ma non conviventi possano restare isolati nei giorni di festa. Restano comunque sconsigliate le aggregazioni di più nuclei familiari.

Nella bozza c’è anche un riferimento alle multe che rimanda a quelle già previste nel decreto del 25 marzo scorso.

“La violazione delle disposizioni del presente decreto e di quelle del decreto-legge 2 dicembre 2020, n. 158, è sanzionata ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito dalla legge 22 maggio 2020, n. 35”, si legge nel testo.

Quindi, per chi non rispetta le regole, sono previste sanzioni da 400 a 1000 euro. Ma Conte rassicura: “Un sistema liberaldemocratico non manda la Polizia in casa, a meno che non ci una flagranza di reato. Noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come limite alla circolazione. Si esce con l’autocertificazione”. 

Ristori immediati a bar e ristoranti

“Chi subisce danni economici deve essere subito ristorato”, dice il premier Conte che promette 645 milioni subito per ristoranti e bar chiusi a Natale. Riceveranno il 100% di quanto perso. 

“Con il nuovo dl ristori di gennaio – assicura – provvederemo a compensare delle perdite anche gli altri operatori” oltre ai ristoranti e bar “e creeremo delle misure perequative”. 

Vaccine Day il 27 dicembre

Il 27 dicembre è il Vaccine Day. “Abbiamo davanti la fine di questo incubo, ci avviamo pur con misure restrittive al vaccine day del 27 dicembre in Italia e un primo gruppo di Paesi europei”, annuncia Conte.

“Non risolveremo il problema il 27 dicembre – precisa – Interverremo con un piano vaccinale che abbiamo già anticipato: dobbiamo trovare in questa certezza la forza di chiudere questo brutto capitolo insieme”.