Draghi non ha i social, ma i social impazziscono per lui. Influencer suo malgrado, in rete è già un’icona pop

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Febbraio 2021 13:34 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2021 13:34
Draghi se la ride: Crimi e Zingaretti ridotti a polpette, entra la Lega, senza il Grande Nord non è SuperMario

Draghi se la ride: Crimi e Zingaretti ridotti a polpette, entra la Lega, senza il Grande Nord non è SuperMario (foto da Facebook)

Draghi no social. Draghi non ha un profilo facebook, non un account twitter, non pubblica storie su Instagram, non chatta su Whatsapp. Non posta, non mette like né riceve like. Non interviene, non risponde, non promuove, non sponsorizza, in definitiva non comunica via social.

E’, associata all’italiano più rispettato nel mondo chiamato a salvare il Paese, una novità dirompente, un animale raro nel bestiario mediatico/politico non solo nazionale.

Draghi non ha i social: non posta, non twitta, non chatta

Ve lo immaginate Draghi che twitta ogni quarto d’ora nella notte come Trump ai bei tempi: come minimo salterebbe l’euro. 

Perché anche un Draghi ha bisogno di riflettere e ponderare prima di decidere ed eventualmente comunicare, prima di intercettare la presunta e addomesticatissima “sintonia” con il popolo.

Fin troppo facile sottolineare il cambiamento radicale di stile, dopo gli assalti all’intelligenza collettiva della Bestia (i social manager di Salvini) o la diretta social permanente di Conte sotto la regia del portavoce Casalino.

Severgnini: “Ogni volta con twitta, non posta, una felicità: segno che lavora”

Se provi su Internet a stanare una traccia, anche l’orma del passaggio di Draghi troveresti una bacheca scandalosamente vuota. E’ una felicità, si complimenta Beppe Severgnini sul Corriere, “ogni volta che non twitta, ogni volta che non posta su facebook” (magari glissando sullo spazio che i quotidiani nazionali dedicano a ogni sospiro o venticello social). 

Vuol dire che può dedicare più tempo a governare, a studiare i dossier, in una parola a lavorare. Mentre al contrario, di lui si parla eccome su internet, una reputazione inattaccabile e solidissima a dispetto di una laconicità esercitata col massimo scrupolo.

Gli utenti apprezzano, anzi sulla rete Super Mario è già un’icona pop. Il suo cognome è di ispirazione e in poche ore sono nate centinaia di account con migliaia di follower. Con fotomontaggi con il famoso grido ‘Dracarys’ del Trono di Spade e il personaggio dei cartoni Grisù.

Gli hashtag #Draghi e #DraghiPremier

Lo rileva anche l’osservatorio politico Reputation Science che ha monitorato le conversazioni online riferite a Mario Draghi.

Nell’ultima settimana, con un picco tra la serata di martedì 2 e le prime ore di oggi, l’ex presidente della Bce è stato menzionato sul web oltre 200 mila volte.

Nelle ultime 24 ore, inoltre, il suo nome compare abbinato a quello del presidente Mattarella in oltre 35 mila contenuti online.

Il mondo dei social ha accolto con frenesia la sua convocazione: per gli hashtag #Draghi e #DraghiPremier si contano infatti, rispettivamente, 72 mila e 7 mila risultati, frutto dell’attività social dell’ultima giornata.

Pochi interventi, letti come un programma di governo

Dalla fine del mandato alla Bce si contano solo un paio di interventi pubblici (uno al meeting di Cl a Rimini): immancabilmente, invece di finire nella spazzatura social, le sue parole vengono lette come un programma di governo.

Le elite si riprendono ruolo e prerogative alla fine della ricreazione populista? E’ un tema interessante perfetto per una bella disfida social a colpi di insulti fra tribù e sondaggi condominiali, di qua o di là non si scappa.

Draghi è oltre. Comunque da un’altra parte.